Gioco
Cercasi obitorio aperto di notte a Livorno, salme altrove per un mese
Livorno, chiusa per lavori quella dei Lupi, mentre l’ospedale non fa servizio. Così dalle 20 alle 8 del mattino non c’è una struttura idonea aperta
LIVORNO. Per un mese – se fosse possibile scegliere – meglio sarebbe non morire di notte a Livorno. E più precisamente – se il destino indossasse un orologio – tra le 20 e le 8 del mattino. Perché la salma, durante queste dodici ore, sarà trasferita in un altro Comune: a Rosignano, come accaduto per Emilio Rossini, scomparso ieri notte sulla Variante Aurelia, e per Jean Joel Orsini, vittima di un tragico incidente la sera del 25 aprile all’ingresso dell’autostrada. Colpa di un corto circuito sanitario-istituzionale che potrebbe creare diversi disagi da qui al 28 maggio, oltre ad una buona dose di humor inglese per sorridere dei paradossi legati a un tema che fa sobbalzare sulla sedia tra gli scongiuri.
Il motivo? Da due giorni al cimitero comunale dei Lupi è iniziato l’intervento di ristrutturazione dell’obitorio che sarà ultimato, capitolato alla mano, in trenta giorni. Fino al 25 aprile era nella struttura pubblica che venivano trasferite le persone che perdevano la vita in strada durante le ore notturne. Ma da mercoledì questo non è più possibile perché i vecchi frigoriferi della camera mortuaria sono stati smantellati in attesa di quelli nuovi: più numerosi e moderni. Al contempo questa fascia oraria non sarà coperta dalla struttura ospedaliera di viale Alfieri. Pare infatti che l’Asl abbia risposto picche al Comune ad una apertura straordinaria poiché ha valutato troppo costoso fare una strappo alla regola a livello di personale. Il risultato è che uno dei servizi più delicati che riguardano la persona per mezza giornata rimarrà scoperto a Livorno.
IL CORTO CIRCUITO. Spiega Siriana Gasparetto, responsabile della polizia mortuaria del Comune di Livorno. «Purtroppo abbiamo cercato di trovare una soluzione con l’Asl per evitare questo piccolo disservizio ma non è stato possibile venirci incontro». Vero è che come spesso capita in casi del genere, il diavolo sembra averci messo subito lo zampino per enfatizzare il problema. Infatti, in vista dell’inizio dei lavori ai Lupi, era stata fatta anche una stima, guardando i mesi precedenti, del possibile numero di salme che sarebbero state trasferite altrove, visto che per i decessi a casa nulla cambierà.
«Di solito – prosegue Gasparetto – i casi di incidenti mortali o decessi in strada in un mese nelle ore notturne variano tra i sei e i sette». E invece in appena quarantotto ore sono state due le salme che i servizi mortuari di Misericordia ed Svs sono stati costretti a trasferire fuori dal Comune e con una media, dunque, molto superiore a quella prevista.
I LAVORI. Al cimitero dei Lupi, come detto, l’intervento è già iniziato con la demolizione dei due vecchi frigoriferi che potevano ospitare sei salme ma senza la cassa. Quando la ristrutturazione sarà ultimata la situazione migliorerà visto che saranno montati due frigoriferi da tre e un altro da due che permetteranno di inserire anche il feretro, dando una maggiore dignità alla prima fase tumulazione. Per quello che riguarda i costi dell’intervento, il totale si aggira poco sotto i 50 mila euro complessivi: 39.800 euro per quello che riguarda i nuovi frigoriferi e 7-8 mila per i lavori di manutenzione che fanno parte di un intervento più ampio che riguarda tutto il cimitero e per i quali sono stati stanziati in totale circa 24 mila euro.
IL FUTURO. Se i disagi sono evidenti in questo contesto, immaginiamo cosa accadrebbe qualora dovesse prendere corpo il progetto di ristrutturazione dell’ospedale di viale Alfieri che i tecnici dell’Asl hanno redatto sulla base delle indicazioni arrivate dall’amministrazione comunale. Come abbiamo scritto nei giorni scorsi, la maxi-ristrutturazione dell’ospedale - 12 anni di cantieri, decine di traslochi e anche la riapertura di Monterotondo - comporterebbe tra le varie ricadute la chiusura per tre anni della camera mortuaria di viale Alfieri e il trasferimento di tutte le salme all’obitorio comunale dei Lupi. Proprio in una parte del parco del padiglione 25 (la morgue) sarebbe previsto un’area per la sosta delle auto per la casa della salute che sorgerà al posto del poliambulatorio. Non solo: nello stesso triennio verrebbe chiusa anche la sala autoptica e gli esami sulle salme sarebbero spostati a Cisanello.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
