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Arrestati gli spacciatori che rifornivano Livorno
In carcere un gruppo di tunisini che controllava tutte le piazze del centro In un anno di indagine i finanzieri hanno registrato 720 passaggi di stupefacente
LIVORNO. Il blitz è scattato ieri mattina all’alba: 40 finanzieri, col supporto delle unità cinofile, hanno bussato a tre appartamenti alla Scopaia, a San Jacopo e in piazza Garibaldi e hanno arrestato tre tunisini, tra i 26 e i 49 anni, tutti con residenza regolare grazie a matrimoni con donne italiane. I tre - che facevano lavori saltuari ma che di fatto guadagnavano grazie allo spaccio - sono stati portati alle Sughere con l’accusa di traffico di sostanze stupefacenti.
In galera i militari hanno notificato l’ordinanza di custodia cautelare ad altri tre tunisini, che già si trovavano agli arresti. Un settimo da ieri mattina è latitante.
È stata smantellata così la rete dello spaccio tunisino in città, un’operazione ribattezzata “piazza pulita”, che i militari guidati dal comandante provinciale Paolo Borrelli e coordinati dal sostituto procuratore Sabrina Carmazzi hanno condotto per un anno intero e che ha permesso di accertare qualcosa come 720 cessioni di stupefacente in 12 mesi.
Cocaina, eroina, hashish, marijuana: il gruppo dei tunisini soddisfaceva ogni richiesta della clientela, per la maggiorparte livornese, con consegne in tutta la città.
L’operazione - condotta dal primo nucleo operativo del gruppo di Livorno sotto la regia del tenente colonnello Carlo Bastone e del capitano Claudio Scarselletta - è nata da un piccolo intervento effettuato nel marzo del 2017: un giovane livornese acquista una dose di cocaina per uso personale, i finanzieri fermano lui e chi gli consegna la bustina con la polvere bianca. Partono gli accertamenti sui telefoni dei due e sui loro tabulati telefonici e agli investigatori si apre un mondo.
Partono le intercettazioni, autorizzate dal tribunale, che si rivelano complicate, visto che gli spacciatori non solo parlano in arabo ma pure in codice. Partono pedinamenti, appostamenti. La lista degli spacciatori è lunga, alcuni sono volti noti, altri sconosciuti. Vengono registrati 720 passaggi di stupefacente per un controvalore di 200mila euro.
Si scopre che il gruppo dei tunisini non serve soltanto il mercato della droga livornese, ma è punto di riferimento anche per l’approvvigionamento di una clientela proveniente da fuori città, in particolare da Pisa e dalla zona del cuoio.
«Tra le aree maggiormente monitorate quelle limitrofe a Piazza Garibaldi, anche in risposta alle esigenze di legalità e sicurezza espresse dai residenti, piazza della Repubblica, iazza XX Settembre e piazza Cavour», spiega il colonnello Borrelli.
La cocaina viene spacciata in particolare in zona ospedale, in via Catalani e via Gramsci. Ma anche in piazza Mazzini, in piazza Attias. Nei dintorni di piazza Magenta e piazza Garibaldi gli spacciatori smistano invece soprattutto eroina.
Durante quest’anno vengono arrestate in flagrante 12 persone, tutte per spaccio di droga e sequestrati oltre cinque chili di sostanze stupefacente, principalmente hashish, eroina, cocaina e marijuana, denaro contante per oltre 15mila euro e due autovetture utilizzate per portare in giro per la città la droga.
Ieri mattina l’ultimo atto: il blitz e gli arresti sulla base dell’ordinanza emessa dal Gip del tribunale di Livorno Antonio Del Forno, durante i quali vengono trovati altri contanti e stupefacenti.
Sempre ieri mattina altre quindici perquisizioni sono state effettuate nelle province di Livorno, Pisa e Bologna, nei luoghi riconducibili agli arrestati e ad altri 11 soggetti coinvolti negli stessi traffici, anche con il supporto di militari della tenenza della finanza di Molinella e della Compagnia di San Miniato.
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