Gioco
L’assessora al sociale di Livorno si dimette
Dhimgjini ha protocollato la lettera di addio, poi l’incontro con il sindaco. Nogarin: «Ci siamo presi due giorni per riflettere». La lite in giunta dopo l'inchiesta del Tirreno sul reddito di cittadinanza
LIVORNO. La crisi si è aperta ufficialmente ieri, quando l’assessora al sociale, Ina Dhimgjini, ha fatto il passo formale: nel primo pomeriggio ha protocollato la sua lettera di dimissioni, prima di incontrare il sindaco Filippo Nogarin nella stanza al primo piano di Palazzo Civico. I due si sono parlati a lungo e alla fine hanno deciso di prendersi due giorni per riflettere, prima di fare qualsiasi altro passo. Resta il fatto che la lettera è stata scritta e che ora sta al primo cittadino decidere se respingere le dimissioni o salutare, a un anno dalla fine del mandato amministrativo, la titolare di una delle deleghe più delicate per la città.
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Lo conferma lo stesso Nogarin, contattato in serata dal Tirreno. Poche frasi per dire che «l’assessora ed io oggi abbiamo avuto un incontro molto cordiale e ci siamo presi un paio di giorni di tempo per riflettere, capire il perché di questa lettera e sciogliere il nodo». «Due giorni – ripete – e deciderò insieme a lei se accettare o respingere le dimissioni».
Ma perché la battagliera assessora che per un quadriennio ha gestito la trincea del sociale e della casa – con i suoi 32 anni di età e una laurea con lode in legge – ha deciso di fare ora questo passo? È davvero un fulmine a ciel sereno, come qualcuno ieri ripeteva nei corridoi del Palazzo?
Certo il tempismo non passa inosservato: perché la lettera dell’assessora al sociale arriva proprio nel giorno di partenza del bando per il reddito di cittadinanza locale di cui si parla da giorni in mezza Italia.
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Non è sulla misura in sé che risultano frizioni, anche perché è proprio con Dhimgjini e Nogarin che due anni fa è stato sperimentato per la prima volta a Livorno il cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle.
Si sa però che pochi giorni fa, dopo l’inchiesta pubblicata dal Tirreno sul reddito di cittadinanza, tra i due c’è stata un’accesa lite nel corso di una riunione della giunta: al centro le dichiarazioni rilasciate al Tirreno dall’assessora sulle risorse da trovare per rimpinguare un budget fino a quel momento risicato. La soluzione, nel merito, sarebbe poi arrivata non dalla partita delle mense delle Rsa passate nel frattempo all’Asl, ma dall’aumento delle tasse di ingresso delle salme che ogni anno vengono cremate ai Lupi da fuori comune (tasse che andranno a coprire quasi per metà il budget necessario per dare 200 euro al mese, per un anno, a 180 famiglie).
Nogarin ha comunque parlato di un incontro «molto cordiale» e va detto che nell’atto protocollato, stando a quanto ricostruito, non risultano parole o toni di scontro.
Nel pomeriggio, dopo l’incontro con il primo cittadino, il telefono di Dhimgjini ha squillato a vuoto. Al momento non c’è niente di scontato, visto che il sindaco si è preso due giorni per riflettere. Anche perché in ballo c’è una delega che da una parte spaventa ma dall’altra potrebbe far gola a molti, in chiave politica. A un anno dalle elezioni.
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