La protesta
Il porto punta sempre più sulla ferrovia
Accordo Regione-Rfi per 200 milioni di opere: a ottobre via allo Scavalco. Ipotesi raddoppio dei binari tra Campiglia e Piombino
FIRENZE. La Regione vuole trasformare Livorno nel trampolino di lancio delle merci toscane dirette in Europa adeguando le linee ferroviarie dirette in porto. Ma non c'è tempo da perdere: la “cura del ferro” va realizzata entro il 2021.
La Regione mette a disposizione di Rfi, Rete ferroviaria italiana 200 milioni di euro, al ritmo di 12,5 milioni l'anno, per i prossimi vent'anni e punta ad ammodernare la sua rete con quattro grandi opere ferroviarie.
La prima: lo “scavalco” tra il porto di Livorno e l'interporto Amerigo Vespucci.
La seconda: l'adeguamento e l'allargamento di venti chilometri di gallerie lungo la tratta Prato-Bologna. Con l'obiettivo di permettere il passaggio dei vagoni con i tir sopra.
Terza e quarta opera ferroviaria: il collegamento dell'interporto di Livorno con le linee ferroviarie Collesalvetti-Vada e la Firenze-Pisa tramite il by-pass di Pisa.
In ballo non c'è solo l'aggancio al corridoio Tent-T scandinavo mediterraneo, ma anche l'adeguamento della tratta veloce Prato-Bologna direzione Milano-Svizzera.
Oltre al presidente della Regione Enrico Rossi, ieri l'accordo a Palazzo Strozzi Sacrati è stato firmato dall'amministratore delegato di Rete ferrovia italiana, Maurizio Gentile, da un rappresentante del ministero dei Trasporti, da Stefano Corsini, presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, e da Rocco Guido Nastasi, presidente dell'Interporto toscano Amerigo Vespucci.
LO “SCAVALCO” DI LIVORNO. Il primo tassello è la realizzazione del ponte ferroviario che collega il porto di Livorno con l'interporto Amerigo Vespucci. A ottobre finalmente inizieranno le opere propedeutiche, che saranno ultimate nel luglio 2019. L'inizio della realizzazione dell'opera è fissato per il giugno 2019 e l'ultimazione dei lavori è prevista per l'agosto 2021, con l'entrata in funzione nel mese successivo.
Il costo dello scavalco è di 23,8 milioni di euro: 17 vengono versati dalla Regione a favore di Rfi che realizzerà l'opera e che ne metterà altri 4,3 dal proprio bilancio, mentre il ministero dei Trasporti contribuisce con 2,5 milioni.
L'ADEGUAMENTO DELLA PRATO-BOLOGNA. Sono venti chilometri di gallerie (su un totale di quaranta) e vanno adeguate allo standard PC-80. Che tradotto vuol dire: ampliamento delle dimensioni delle gallerie per rendere possibile il passaggio di carri merci più larghi e capienti oltre che dei tir trasportati su ferro. Un'attività molto complessa quella dell'allargamento delle gallerie perché richiede la fresatura delle volte, l'abbassamento del piano del ferro e l'adeguamento della linea di alimentazione elettrica dei treni.
Non solo. Le stazioni di Vaiano, in Toscana, e di Monzuno, in Emilia Romagna, saranno attrezzate per permettere il passaggio di treni merci lunghi fino a 750 metri, che è lo standard europeo. Il costo dei lavori è tutto a carico di Rfi. L'ultimazione delle opere è prevista entro tre anni e mezzo.
COLLESALVETTI-VADA E BYPASS DI PISA: IL COLLEGAMENTO CON L'INTERPORTO. Altro progetto da mettere in campo: la realizzazione di un collegamento tra l'interporto di Livorno e le linee ferroviarie Collesalvetti-Vada e Firenze-Pisa tramite il by-pass di Pisa. Ma qui per il momento siamo al progetto di fattibilità.
Sarà cura di Rete ferroviaria italiana redigere il progetto, calcolare i costi e i tempi di realizzazione del collegamento tra l'Interporto e la Collesalvetti-Vada e poi tra lo stesso e la Firenze-Pisa, attraverso il by pass del nodo di Pisa.
Saranno Rfi, ministero dei Trasporti e Regione a finanziare i lavori. Il costo verrà definito dopo il progetto di fattibilità. Mentre per quanto riguarda Piombino viene ipotizzata la realizzazione di un raddoppiamento dei binari nella tratta da Campiglia al porto. Costo dell'opera: 2 milioni di euro.
IL SOGNO DI ROSSI. «Sono investimenti importanti per le linee ferroviarie e i porti toscani», dice l'ad di Rfi Maurizio Gentile. Ma Livorno e Piombino possono gareggiare con il porto di Genova per il trasporto delle merci? La risposta di Rossi è affermativa. «Genova ha l'interporto a 80 chilometri di distanza, al di là dell'Appennino. Noi, con la realizzazione dello scavalco, potremo chiamare retroporto l'Amerigo Vespucci».
E le merci viaggeranno lungo il corridoio Tent-T e la Prato-Bologna. «Già oggi 13 coppie di treni a settimana vanno e vengono dal porto di Livorno, nel futuro prossimo non potranno che crescere», dice Rossi.
Mentre sull'Interporto è il presidente Rocco Guido Nastasi a dare i numeri della crescita: «Tra il 2015 e il 2017 i treni sono passati da 180 a 400, le aziende da 40 a 58. Dhl ha acquistato un terreno da 60mila metri quadri e ci realizzerà 30mila metri quadri di capannoni per la custodia e la spedizione dei vini in America».
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