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Livorno

«Il bracciale? Solo la punta dell’iceberg...»

«Il bracciale? Solo la punta dell’iceberg...»

L’Usb entra all’Aamps. I lavoratori: «Problemi nella gestione del porta a porta e gps già sui mezzi»

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LIVORNO. «Il braccialetto? È solo la punta dell'iceberg». Usb ha appena messo piede dentro Aamps (gli iscritti a oggi sono una decina) e Giovanni Ceraolo è già sul sentiero di guerra. «Non siamo contro il porta a porta, ma contro la ricerca della massima riduzione dei costi addossata unicamente su lavoratori e lavoratrici», premette il sindacalista nel corso di un presidio fuori dai cancelli dell'azienda: «Con il servizio in estensione in città, e la penuria di mezzi, temiamo che venga istituito anche il turno serale di raccolta. Ma i dipendenti, da sempre denigrati da Nogarin, ormai sono al limite, l'azienda deve riaprirsi alla contrattazione».

E sono proprio loro, gli operatori presenti, a raccontare le quotidiane difficoltà. «Con i camion con la guida a destra ormai c'è chi viene mandato in strada da solo, ma anche in due per trovare i bidoni ogni volta è una caccia al tesoro; e non siamo più dei ragazzini», dice Massimo Carlesi a nome dei tanti colleghi (un’ottantina di persone, età media sui cinquanta). Robert Bacci lo incalza: «Il lavoro è lungo e dispersivo, e spesso ci mandano fuori senza spiegare gli itinerari». Sarebbe un problema di sicurezza, come evidenzia l'ex-Rls Alessandro Pelissero: «Dobbiamo infrangere continuamente il codice della strada, abbandonando il camion acceso e incustodito. E ciascuno di noi può arrivare a fare 550 fermate con altrettante discese, svuotamenti (moltiplicati per il numero dei mastelli) e risalite a bordo». Il tutto praticamente cronometrato: «Chi lavora deve indossare i dispositivi di protezione individuale e poi toglierli quando smonta. Operazioni da 10 minuti l'una, il cosiddetto "tempo tuta", che Aamps non vuole retribuire come invece ha scelto di fare Geofor a Pisa; però fa pressione sui dipendenti per costringerli agli straordinari».

Come procederà dunque l'estensione del porta a porta nel resto di Livorno? Secondo Pelissero con esternalizzazioni: «Con il terzo turno, il serale, gli addetti verrebbero a costare di più». E poi c'è quella sensazione di essere costantemente sotto l'occhio elettronico del gps (ancor prima del braccialetto): «Loro non possono dire che lo usano per controllarci, però ogni volta che ci fermiamo per un inconveniente o una difficoltà c'è sempre "un cittadino che segnala"...», alludono i lavoratori.

Intanto si moltiplicano gli incidenti di percorso soprattutto nelle "bestie nere" di Castellaccio, Montenero e valle Benedetta. «Si sono già bloccati i mezzi nelle stradine», conclude Stefano Venturini (Uil), che lancia l'allarme per via Mondolfi e via di Coteto: «In direzione Ardenza c'è una curva cieca, gli automobilisti non si aspettano il nostro camion. E nel gioco dell'oca dei sensi unici via di Coteto è diventata un imbuto dal quale è impossibile uscire».

Matteo Scardigli

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