Il Tirreno

Livorno

Apre ai Bottini dell'Olio il nuovo museo della città

L'interno di una delle sale del nuovo museo livornese (Repetti Pentafoto)
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L'interno di una delle sale del nuovo museo livornese (Repetti Pentafoto)

Livorno ha un nuovo museo: allestito con criteri moderni all'interno di un contenitore settecentesco. Propone un caleidoscopio di oggetti e spunti che raccontano secoli di cultura fra arte, religione, filosofia e politica

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LIVORNO. I Bottini dell’Olio i livornesi li hanno già riscoperti negli anni ‘80-90 quando per la prima volta questo grande deposito di olio creato nel Settecento dai Medici era risultato visitabile: sotto le volte a crociera aveva trovato ospitalità anche una esposizione di Jannis Kounellis. Poi il lungo oblio durato più di un decennio, finché adesso tornano a splendere nel cuore della Venezia – sul viale Caprera che però è ancora un po’ abbandonato a sé stesso – come museo della città. Anzi, museo delle collezioni civiche, come tengono a precisare dal Comune.

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Lunedì 30 l’inaugurazione. E’ una corsa contro il tempo per riuscire a preparare tutto quanto per quel giorno. Cosa troveremo? Ci sarà l’antica bandiera del Partito Comunista gelosamente custodita e ora messa in vetrina, con l’accordo della federazione Ds, dall’amministrazione M5s che quella tradizione di sinistra ha interrotto.  Ma ci sarà anche la meravigliosa iconostasi che ricorda la religiosità cristiano-mediorientale così forte nella nostra tradizione storica e ci sarà anche la riproduzione di una parte dell’antica sinagoga ebraica che era un gioiello a livello europeo.  Ci sarà la cultura laico-illuminista con la Livorno dell’Encyclopedie e ci sarà la “Livorno prima di Livorno” con le collezioni archeologiche e numismatiche Chiellini. Ma anche: la Livorno superstar del cinema (fra Virzì, “Notti bianche” e “Il sorpasso”); la Livorno dell’arte contemporanea (con l’eredità del museo progressivo di Villa Maria rimasta troppo a lungo rinchiusa in magazzino); la Livorno dell’ironia (con Il Vernacoliere e le riviste umoristiche che ne rappresentano gli antenati e le false teste della burla di Modì).

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Si punta, insomma, attraverso un ampio percorso espositivo a raccontrare – tramite opere d'arte, fotografie, cimeli e reperti archeologici, selezionati dalla collezioni cittadine - l'evoluzione storica e culturale di Livorno.

"Siamo a chiudere un percorso importante - ha detto il sindaco Filippo Nogarin - per un quartiere quello della Venezia che sta puntando sempre di più su un'accoglienza di qualità. Aprire un museo non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza e un'occasione per dare dinamismo alla città".

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