Il Tirreno

Livorno

Reddito di cittadinanza: 200 euro al mese, ecco il nuovo bando

di Juna Goti
Reddito di cittadinanza: 200 euro al mese, ecco il nuovo bando

Il Comune di Livorno prende i soldi mancanti dai rincari sulle cremazioni. Nogarin: "Avevamo promesso che avremmo trovato le risorse e ci siamo riusciti"

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LIVORNO. Duecento euro al mese, per un anno, a 180 famiglie. Questo, confermando le anticipazioni del Tirreno, sarà per il 2018 il reddito di cittadinanza alla livornese. Il nuovo bando è pronto e da stamani è possibile fare domanda agli uffici del Comune.

L’amministrazione pentastellata è così riuscita a rimpinguare i 200mila euro messi a bilancio per la misura fino a pochi giorni fa, portando il budget a circa 450mila euro. «Avevamo promesso che avremmo trovato le risorse e ci siamo riusciti», dice Filippo Nogarin: «E questo senza tagliare altri servizi strategici di assistenza alla persona».

Allora dove ha preso il Comune i soldi che mancavano? Nessun credito per le mense delle Rsa che nel frattempo sono passate alla Asl: questa strada, annunciata all’inizio, evidentemente si è dimostrata tutta in salita. Alla fine si scopre che i soldi in più sono arrivati, o arriveranno, dalla tassa di ingresso delle salme che vengono cremate ai Lupi da fuori comune. Tassa che è aumentata di sette, otto volte: è schizzata da 15 a 100 euro per le salme e da 10 a 80 euro per i resti mortali. Il Comune lo ha deciso proprio due settimane fa: a caccia dei soldi per il reddito, ha aumentato le tariffe al cimitero. E se si considera che ogni anno ai Lupi arrivano 3.400 salme di non livornesi...

C’è scritto nella variazione di bilancio appena approvata dalla giunta, dove «per incrementare lo stanziamento ritenuto opportuno» per il reddito di cittadinanza, si parla di «copertura attraverso l’incremento delle entrate da proventi cimiteriali dovuto all’aumento delle tariffe relative ai diritti di ingresso». E lo conferma l’assessora al bilancio Valentina Montanelli: «Parte dell’incremento del budget, 230mila euro di maggiore entrata, arriva dall’adeguamento di queste tariffe. I soldi non saranno spesi male...».

Così da stamani è possibile presentare la domanda per il reddito. «Rispetto al 2016 – rivendica Nogarin – abbiamo aumentato il budget di un terzo, quasi raddoppiato il numero di beneficiari e raddoppiato la durata, il massimo che un’amministrazione possa fare con le risorse che ha».

Va detto che la misura sperimentata per la prima volta due anni fa dalla Livorno a Cinque Stelle è molto cambiata nel tempo: dai 500 euro al mese per sei mesi a cento famiglie nel 2016, si passa ora a 200 euro al mese per un anno a 180 persone. Nel mezzo (come racconta il grafico al centro della pagina) il governo ha introdotto la Sia e il Rei, e nel 2017 il Comune ha deciso di dare 80 euro al mese per nove mesi ai single beneficiari, 150 euro alle coppie e 220 euro al mese, sempre per nove mesi, alle famiglie di almeno tre persone.

Arrivato al terzo anno – e proprio mentre in Europa rimbalza la notizia dei dubbi finlandesi sulla misura lanciata lungo i fiordi nel 2017 – il sindaco Nogarin tira le somme: «Il reddito di cittadinanza ha un punto di forza e uno su cui bisogna lavorare. Per prima cosa si tratta di uno strumento efficace soprattutto per chi vuole rimettersi in gioco: 200 euro al mese non sono sufficienti a vivere di rendita, ma sono essenziali per superare quei momenti di difficoltà che nella vita possono presentarsi, e dare la serenità necessaria a reinserirsi nel mondo del lavoro». «Il punto debole – riprende – è legato alla normativa nazionale. È necessario creare un sistema virtuoso di formazione e opportunità lavorative al cui interno inserire i beneficiari del reddito di cittadinanza e dare loro una ulteriore opportunità. Bisogna farlo partendo dalla riforma dei centri per l’impiego e del sistema della formazione».

«Per rendere ancora più efficace il reddito di cittadinanza – gli fa eco l’assessora al sociale Ina Dhimgjini – quest’anno abbiamo deciso di renderlo cumulabile con il Rei, il reddito di inclusione introdotto dal governo. In questo modo gli indigenti e chi vive in condizioni di particolari difficoltà potranno beneficiare di un contributo più sostanzioso in grado di dare loro l’ossigeno per rimettersi in piedi».

Una delle novità principali del nuovo bando sta proprio nel fatto che può partecipare anche chi ha avuto accesso al Rei o ad altri progetti dei servizi sociali, come borse lavoro o sostegni collaborativi. Può fare domanda una persona a famiglia, sopra i 29 anni e senza occupazione. L’Isee familiare non può superare i 3mila euro.

  • Domande fino al 18 maggio: chi può farsi avanti

Ci sarà tempo fino al 18 maggio per fare domanda per il reddito di cittadinanza. Può presentarla una persona per famiglia. Tra i requisiti per l’accesso: avere più di 29 anni, residenza nel comune da almeno 5, essere disoccupati e iscritti al Centro per l'impiego, non percepire altre prestazioni come Naspi o ammortizzatori sociali, avere un Isee sotto i 3mila euro. Può beneficiare della misura anche chi nel 2018 prende il Rei ed è avviato in progetti dei servizi sociali, come le borse Lavoro. Occorre non avere una seconda casa e non abitare in residenze di lusso, e non possedere auto di grosse dimensioni acquistate nell’ultimo anno.

Nel bando c’è scritto che chi accede al reddito di cittadinanza locale deve fornire la propria disponibilità per partecipare a «progetti eventualmente gestiti dal Comune», «utili alla collettività», fino a 8 ore a settimana. Si perde il Rdc se vengono meno questi requisiti. E si deve restituire quanto preso in caso di false dichiarazioni.
Le domande possono essere presentate dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e il martedì e il giovedì dalle 15.30 alle 17.30 all’Urp o alle ex circoscrizioni 1 (in Corea) e 5 (alla Rosa).

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