Il Tirreno

Livorno

Il sindaco: le regole vanno riviste

Il sindaco: le regole vanno riviste

E il Meet up 5 Stelle fa appello all’autore dell’esposto contro il Chioschino: per favore, ci ripensi

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LIVORNO. «L’autore dell’esposto avrà sicuramente le sue buone ragioni, ma lo invitiamo a riflettere e a ritirarlo in nome di un bene piú grande: la crescita della comunità livornese». È l’appello che conclude il documento messo nero su bianco da parte del Meet up 5 Stelle sul caso dello stop al calendario di concerti gratuiti dalle 18 alle 19,30 promossi dal Chioschino a Villa Fabbricotti: un altolà nato proprio dall’esposto di una persona che ha protestato per il disagio causato dal rumore.

In campo anche il sindaco Filippo Nogarin, che in un post sui social tiene a mettere l’accento su un aspetto: «Ci sono casi in cui le leggi, più che tutelare i cittadini, finiscono per imbrigliarli e togliere loro il diritto allo svago».

Nelle duemila firme in calce alla petizione per non far fermare la musica il sindaco dice di vedere «il segno che esiste una Livorno che non si rassegna all’idea che una città possa morire per eccesso di regole».

È interessante notare che Nogarin parte da qui per annunciare – vista la mobilitazione a sostegno dei concerti del Chioschino (ma più in generale per la rivitalizzazione delle iniziative di cultura, spettacolo e aggregazione in città – che «io credo sia opportuno rivedere, se possibile, alcune norme comunali».

Non è chiaro a cosa il sindaco voglia far riferimento e lui stesso non lo indica: colpa anche della abituale stringatezza dei messaggi su Facebook. Ma l’appuntamento è a un tiro di sasso: «Spero che la commissione congiunta che il 26 affronterà la questione, possa trovare la strada giusta per farlo».

Del resto, Nogarin non è il primo amministratore M5s a scendere in campo in questa vicenda al fianco del Chioschino: prima ancora del sindaco, erano stati la vicesindaca Stella Sorgente e l’assessore alla cultura Francesco Belais ad alzare la voce con parole forti fin dall’inizio per dire che non si doveva far calare la mannaia dello stop sui concerti a Villa Fabbricotti.

È evidentemente l’indizio che non basta la volontà politica e che l’esposto deve avere una qualche fondatezza, se i massimi rappresentanti dell’amministrazione municipale si schierano contro lo stop e invece lo stop ai concerti resta. Per dirne una: non risulta che la speranza di un concerto per la festa del 25 Aprile possa concretizzarsi.

Intanto, il documento del Meet up 5 Stelle torna a ribadire l’importanza della mobilitazione che si è creata attorno alla richiesta di non far fermare la musica a Villa Fabbricotti: «Si tratta di gente di varie fasce d’età e questo è un chiaro segnale di quanto la città si senta legata a questo tipo di attività che è utile per la socializzazione ed ha un grande valore culturale e di crescita per tutta la cittadinanza».

Il Meet Up rivendica all’azione politica del Movimento 5 Stelle di Livorno il merito di aver «già ampiamente dimostrato come la valorizzazione culturale e la diffusione delle arti contribuiscono a creare un circuito positivo di qualificazione dei luoghi». L’esempio? Il riferimento è al «grande lavoro profuso per il quartiere Garibaldi, grazie al quale i cittadini hanno avvertito benefici evidenti, e tutti i progetti messi in campo col bando delle periferie che daranno respiro a zone della città ancora in penombra».

«La città – viene sottolineato – sta andando incontro a cambiamenti storici e chi antepone piccoli diritti personali a prerogative di interesse pubblico dovrebbe fermarsi a riflettere sul danno che può provocare con atteggiamenti egoistici. Livorno è città d’artisti, di musica e musicisti che, magari, da situazioni conviviali come quella del Chioschino, hanno avviato una carriera di successi e soddisfazioni. L’espressione dell’arte, laddove non generi un evidente disagio (ma allora non si parlerebbe più di arte) è un elemento basilare della nostra cultura. Non remiamo contro le nostre tradizioni che si basano sulla vitalità della nostra gente e su un senso di apertura agli altri».

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