Toscana
Pronti allo slalom nell’ex stradina
A 50 metri dall’incrocio sull’Aurelia il flusso di auto e moto verso via Calzabigi dirottato su vie strette
LIVORNO. Via dei Maestri del Lavoro è il naturale sbocco sull’Aurelia – davanti alla caserma dei carabinieri – del flusso di veicoli provenienti da via Calzabigi: all’incrocio ha una “bocca” larga quasi 25 metri, praticamente quanto l’Aurelia sul viale Petrarca (o Boccaccio).
Nella rivoluzione dei sensi unici in quella zona, stando almeno alle mappe diffuse da Palazzo Civico, resta a doppio senso ma solo per neanche 50 metri. Poi, in un tratto che risulta ancora largo quasi 13 metri, chi va verso il centro trova il segnale rosso barrato di bianco che vuol dire: di qui non si passa. Bisogna sterzare a destra e infilarsi fra i palazzi di via Salvo D’Acquisto (che nel catasto on-line del “Sit” municipale neanche è tracciata). Ovviamente a senso unico, poi non ci sono alternative: o ci si ferma o si deve svoltare a sinistra in via di Coteto facendo una curva che non sarà a gomito ma quasi.
Per tacer del fatto che questa è una stradina interpoderale neanche raddrizzata quando l’hanno urbanizzata a suon di palazzoni anni ’60-70. Non importa risalire all’Ottocento per ritrovarla come un viottolo sterratto. E anche adesso non è esattamente una corsia autostradale: è larga in alcuni tratti cinque metri, in altri poco più di sette. Cioè la metà della carreggita là dove viene apposto il segnale che indica il divieto d’accesso. Uno stradello talmente minore da aver conservato, nelle mappe catastali web del Comune, la vecchia denominazione di via di Coteto (invece di via Orsilago).
Gli abitanti della zona già sono in guerra ogni sera per trovare un buco per parcheggiare: figuriamoci cosa accadrà adesso.
Il motivo di questa riorganizzazione della circolazione stradale? Probabilmente, evitare l’incrociarsi in doppio senso di marcia dei veicoli in via Cassa di Risparmio, là dove si restringe la carreggiata.
Tutto questo però non serve neanche per ridurre il numero delle fasi – e dunque i tempi di attesa – al semaforo fra l’Aurelia e viale Mameli. Non solo: in realtà non fa altro che rende assai più macchinoso il flusso che attualmente dall’incrocio con l’Aurelia va verso via Calzabigi: come detto, si svolterà in via D’Acquisto, poi in via Coteto, quindi di nuovo in via Cassa di risparmio. Giusto per dribblare la riduzione della carreggiata.
L’unica speranza? Che passare dal nuovo percorso-slalom sia talmente poco conveniente che poi gli automobilisti la smattando di passare di lì e si indirizzino su viale Mameli e poi via Marradi per raggiungere la zona Calzabigi. Come se l’incrocio ai Palazzi Rossi non fosse già una babele.
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