Il Tirreno

Livorno

«La maxi-Darsena vale mille addetti e un miliardo di euro»

di Enrico Paradisi

Il presidente dell’Authority: «Sarà realizzata entro il 2023» E punta sulle ferrovie per ottenere più competitività

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LIVORNO. «Nel 2022 o 2023 conto che la piattaforma Europa sia realtà». È l’ottimismo della volontà di Stefano Corsini, presidente dell’Autorità di sistema portuale, a fissare l’orizzonte temporale per la realizzazione dell’opera infrastrutturale più importante dello scalo labronico: «Noi ce la metteremo tutta» ha aggiunto ieri a margine di un seminario organizzato dall’Authority nella sala conferenze dell’Acquario, sottolineando che si stanno rispettando i tempi.

È ancora lui a prevedere l’inizio dei lavori per le opere foranee per il 2019. Ora siamo in fase di affidamento della progettazione preliminare e definitiva delle opere di protezione a mare e dei dragaggi, (previsti nella nuova prima fase di attuazione dell’opera, che comprenderà lo studio ambientale e l’analisi di incidenza ambientale tra cui lo studio sull’erosione del litorale) dopodiché si passerà a trattare la fase del terminal attraverso un project financing.

La prossima settimana si riunirà la commissione di gara per l’analisi delle offerte. Una volta stabilito il vincitore ci saranno 60 giorni di tempo per la realizzazione della progettazione preliminare. Entro questa settimana invece sarà pubblicata la gara per i sondaggi geognostici e ambientali per conoscere la configurazione del porto, operazione che sarà estese a tutta l’area del piano regolatore in modo da avere già in mano i dati per progettazioni future. E il 23 sarà firmato a Firenze il protocollo tra Regione, Rfi (gruppo Fs) e ministero, per la realizzazione della parte ferroviaria della maxi-Darsena: i collegamenti diretti fino al passante appenninico.

Ma quanto “vale” in termini economici la Piattaforma Europa? In un orizzonte ventennale l’1% del Pil a livello provinciale e lo 0,1 % di quello regionale. Secondo Leonardo Piccini (Irpet), porterebbe a regime, una volta cioè realizzata, oltre un migliaio di nuovi posti di lavoro in città tra diretti, indiretti e indotto, con una crescita media del 3,6% all’anno nel traffico contenitori e un incremento nel valore della produzione in porto pari a un miliardo di euro in otto anni: una media di 137 milioni annui dal 2022 al 2030.

Il prossimo passo sarà il terminal vero e proprio: da finanziare mediante project financing, uno strumento finanziario flessibile secondo l’avvocato Paolo Piacenza, intervenuto al convegno, che se gestito bene dalla pubblica amministrazione può valorizzare le poche risorse pubbliche oggi disponibili. Servono però professionalità in grado di dialogare adeguatamente con i partner privati. Per questo, come ha annunciato Corsini, verranno presto inserite in pianta organica nuove e idonee risorse professionali e tecniche.

Quanto al famoso “scavalco”, il cui progetto è in fase di approvazione da parte delle Ferrovie, a inizio autunno dovrebbe partire il bando di gara per realizzarlo. Nello stesso accordo è previsto anche il progetto di fattibilità tecnico-economico per il collegamento tra Interporto, linea Pisa-Collesalvetti-Vada e la linea diretta Pisa-Firenze: qui si realizzerebbe un by-pass in grado di saltare Pisa e immettere i treni direttamente verso Firenze.

L’altro impegno di Rfi per completare il disegno è poi quello di adeguare le gallerie di valico tra Firenze e Bologna al trasporto merci: operazione già avviata , dovrebbe completarsi in tre anni e consentirebbe dunque a Livorno di essere il porto più attrezzato da un punto di vista ferroviario.



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