Il Tirreno

Livorno

L’ospedale di Cannito «Monoblocco nuovo e città della salute»

LIVORNO. Una città della salute è possibile. In tempi veloci e dentro l’area dell’attuale ospedale. Come, lo ha spiegato Marco Cannito, capogruppo della lista civica “Città diversa”, assieme ai due...

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LIVORNO. Una città della salute è possibile. In tempi veloci e dentro l’area dell’attuale ospedale. Come, lo ha spiegato Marco Cannito, capogruppo della lista civica “Città diversa”, assieme ai due medici Luano Fattorini e Domenico Zucca, e all’architetto Venio Cecconi in una conferenza stampa indetta ieri mattina in Comune.

«Gli spazi ci sono, abbattendo un blocco, ad esempio come il 9° padiglione, che non ha interessi storici e che si trova all’interno di un’area di 15mila metri quadrati che prevede pure l’edificio, sempre moderno, della farmacia, più altre strutture più piccole deputate a depositi». Costruire un edificio monoblocco su cinque piani da 675 posti letto invece degli attuali 440, il raduno di tutte le specialistiche e un parcheggio sotterraneo. Guadagnando, nella realizzazione, tempo e denaro.

Ma non solo. Tutti gli edifici degli attuali padiglioni vanno riservati a sale convegni per medici, scuola per infermieri e servizi per il cittadino: una vera e propria città della salute. «Vorrei non si perdesse più tempo», continua Cannito. «Se ne è già perso assai«. Cannito non ha peli sulla lingua e prosegue. «Si deve definire alla svelta una nuova intesa, smettere coi discorsi. Promuovemmo il referendum, perché andare a Montenero era sbagliato, dicemmo subito che potevamo svincolarci da quell’accordo con la Regione e così è stato. Si è perso un sacco di tempo in un balletto di inutili domande. Abbiamo sempre proposto una alternativa, sin dal 3 dicembre 2009, con la vecchia amministrazione, dal 2014 con la nuova. L’ospedale nuovo si può fare. Noi scartiamo l’ipotesi di occupare la zona ex Pirelli-parco Pertini, si mangerebbe del verde prezioso. Inoltre, ci sono abitazioni li vicino, sarebbe una scelta sbagliata. In massimo due anni, auspichiamo un bel monoblocco verticale a cinque piani».

E gli attuali padiglioni? «Non appartengono più al concetto attuale della medicina, fanno prendere freddo al degente per fare un esame da un reparto all’altro. Potrebbero avere un utilizzo diverso. Servizi sanitari di formazione, hospice, amministrazione, ambulatori. Per lungo tempo si è venduta l’idea che si poteva adeguare il nuovo ospedale sui padiglioni vecchi. Ora anche i Cinque Stelle lo hanno capito che non si può fare».

Flavio Lombardi

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