Il Tirreno

Livorno

Bandiera Pci, arte e religione Finalmente apre il museo

Bandiera Pci, arte e religione Finalmente apre il museo

Ai Bottini dell’Olio (dove è già entrata in funzione la bella biblioteca) si alza il sipario sugli spazi storici che ospiteranno le collezioni cittadine

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LIVORNO. «Mancano 11 giorni all’apertura del Museo della città». Oltre che ai cari vecchi manifesti pubblicitari stradali, il Comune di Livorno ha affidato a Facebook l’annuncio del via al museo della città negli spazi dei Bottini dell’Olio. L’ha fatto con un una sorta di conto alla rovescia che ieri è stato affidato a un video di Sascha Chimenti che offre un’azione coreografica della Compagnia danza Noal – titolo “Preview Zero”, diretto da Chelo Zoppi – «tra volte e colonne, nel settecentesco deposito oleario che trasuda di storia».

L’appuntamento è per lunedì 30 dalle 17,30 alle 19. E viene da dire: finalmente. I lavori erano partiti nel gennaio 2013 sotto la precedente amministrazione, dovevano finire entro dicembre 2014. Il via al museo era preventivato per inizio 2015, poi nel novembre 2016 era stato annunciato che l’apertura sarebbe scattata «a giugno, massimo a luglio e comunque di sicuro entro l’estate» (2017), poi un piccolo slittamento ed eccoci ad aspettare la partenza per il Natale scorso. Ancora un passettino ed è questo il momento magico. Anche perché nel frattempo è stata aperta la nuova bihlioteca all’interno dello stesso complesso architettonico dei Bottini dell’Olio affacciati sul viale Caprera in piazza del Luogo Pio. Una bella struttura: davvero bella. E una formula indovinata con l’apertura anche domenicale (seppur senza prestito).

Il museo sarà “della città” nel senso che ne accoglierà le collezioni che ne hanno contrassegnato il cammino nella storia: un po’ come i segnalini lasciati per strada da Pollicino. Ecco che ci saranno la bandiera storica del Partito Comunista nella città in cui è nato ma anche l’iconostasi della cultura religiosa cristiana greco-mediorientale e la riproduzione di una parte dell’antica sinagoga ebraica che l’Europa ci invidiava.

Non è tutto. Ci sarà anche la Livorno prima di Livorno: ad esempio, le collezioni archeologiche e numismatiche targate Chiellini. Ci saranno le tracce del mondo dell’ “Encyclopedie” con la Livorno laica e progressista del secolo dei lumi. Ci sarà la Livorno superstar del cinema: con film cult come “Notti bianche” (in una Livorno ricreata a Cinecittà da Luchino Visconti), con “Il Sorpasso” sulle scogliere del Romito «e anche con le pellicole di Paolo Virzì», precisa l’assessore alla cultura Francesco Belais. Anche dopo tutti gli scontri fra il regista livornese e il sindaco? «Guardi che è lui a litigare con noi, Nogarin lo ha anche invitato a cena. E comunque non c’è Livorno nel cinema senza Virzì», chiosa Belais.

Fra le collezioni in mostra ci sarà anche l’arte contemporanea che un tempo era a Villa Maria: a cominciare dal “rettile” di Pino Pascali. E poi Mascagni («ma gran parte dell’ex museo mascagnano lo lasceremo al Goldoni, perché vogliamo che sia un polo di cultura e non solo di spettacolo»).

In vetrina anche la Livorno degli sberleffi. Per dirne una, le false teste di Modì protagoniste della burla che ha fatto il giro del mondo. Ma ci sarà anche il Vernacoliere e soprattutto i “nonni” del giornale satirico di Mario Cardinali con le tante riviste umoristiche che dagli inizi del Novecento la nostra città ha prodotto.

I Bottini dell’Olio potranno soì tornare a splendere. Non è la prima volta che la città li individua come un patrimonio culturale da difendere e valorizzare. Già negli anni ’80-90 erano stati recuperati mostrando la bellezza di questo grande deposito di olio che nel Settecento era stato voluto dai Medici disegnando «ampi ambienti e volte a crociera» per «la conservazione dell’olio».

A più riprese si erano susseguite le mostre e le iniziative in questo magnifico tassello del puzzle di una Venezia che in quegli anni si era liberata una volta per tutte dalle macerie della guerra. Adesso non resta che aspettare che si (ri)alzi il sipario.

Mauro Zucchelli

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