La protesta
In totale 32 anni di reclusione
LIVORNO. Al centro dell’associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale c’erano Gianluca Vivaldi, 50 anni, un passato da ristoratore prima di tuffarsi a capofitto nel mondo delle...
LIVORNO. Al centro dell’associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale c’erano Gianluca Vivaldi, 50 anni, un passato da ristoratore prima di tuffarsi a capofitto nel mondo delle cooperative, la figlia Alessandra, 34, contabile delle cinque società finite al centro del processo e il cognato Artur Karamuca, detto “Arturo”, 41, nato in Albania prima di trasferirsi a Livorno e riprendere la residenza nel paese di origine per mettere a punto il sistema di frode all’Erario. Il primo è stato condannato in abbreviato a 6 anni e otto mesi di reclusione, Karamuca a sei e la moglie a quattro.
Oltre a loro il giudice ha condannato – sempre in abbreviato – per il concorso in reati fiscali altre otto persone che in molti casi facevano da prestanome nelle varie cooperative per un totale di oltre 32 anni di reclusione. Un anno nei confronti di Iva Boyaova Ivanova, 36, quattro a Sean Vivaldi, fratello di Alessandra e gestore del locale Acquarius, stessa condanna, inclusi i diecimila euro di multa, per Fernando Rusconi, 49. Un anno e quattro mesi per Riccardo Vivaldi, 74 anni, e Yauheniya Abraztsova, 30 anni, residente a Rosignano, due mesi in più a Kleat Kacabumi, 33 anni. Stessa condanna per Irina Likhik, 42 anni. Infine un anno di reclusione nei confronti di Michele Barzagli, 62 anni,
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