Gioco
Così facevano sparire le società
LIVORNO. Il gioco era semplice: ogni anno – a partire dal 2009 – con nomi di cooperative sempre diversi, gli stessi soggetti riuscivano ad assicurarsi l’appalto del servizio di facchinaggio dal...
LIVORNO. Il gioco era semplice: ogni anno – a partire dal 2009 – con nomi di cooperative sempre diversi, gli stessi soggetti riuscivano ad assicurarsi l’appalto del servizio di facchinaggio dal corriere Bartolini con sede Lavoria. Secondo gli investigatori, questo accadeva grazie alla compiacenza di Diego Scarparo, padovano residente a Firenze, e dipendente con un ruolo direttivo nella società (è indagato ma la sua posizione è stata stralciata). Poco importava se le cooperative si chiamavano di volta in volta Asgm, The Salt One, Bb Shipper New Long Service o Fast Time Logistic.
Grazie a diversi prestanome e a un commercialista di fiducia (deceduto due anni fa) gli amministratori incassavano i soldi che l’agenzia versava alle cooperative per l’appalto e dopo aver pagato regolarmente tutti i circa duecento dipendenti, portavano le società a morire senza versare un euro di tasse. Inoltre negli anni le residenze dei principali protagonisti sono state trasferite in Albania oppure a Caserta dove è aperto un altro procedimento. Risultato? Tutto ciò che restava era guadagno pulito e permetteva alla famiglia Vivaldi-Karamuca «di vivere nel lusso più sfrenato». Durante i due anni di inchiesta gli inquirenti hanno accertato per i tre principali indagati circa 4 milioni di euro di soldi spariti. Con questi oltre a supercar e barca sono stati pagati viaggi in mezzo mondo, serate al casinò, cene nei ristoranti stellati e partite di Champions seguite in tribuna Vip.
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