Il Tirreno

Livorno

Una pianta che cresce: i vivai di Pistoia svettano sul mondo

Fabio Calamati
Una pianta che cresce: i vivai di Pistoia svettano sul mondo

L’export vola trainato da un pugno di aziende d’eccellenza. Ma per continuare il trend va vinta la sfida dell’innovazione

6 MINUTI DI LETTURA





Nel 2007, alla vigilia della crisi economica mondiale degli ultimi anni, la provincia di Pistoia vendeva all’estero i treni di AnsaldoBreda, i mobili imbottiti di Quarrata e i prodotti tessili delle tante aziende inglobate nel distretto pratese. I vivai si dovevano fermare ai piedi del podio dell’export targato Pistoia. Dieci anni dopo, non ce n’è per nessuno: le piante pistoiesi spadroneggiano nella classifica, dall’alto dei loro 235 milioni di euro di vendite oltreconfine. Praticamente ogni 100 euro di esportazioni pistoiesi, 18 arrivano dai vivai.

Le piante pistoiesi si vendono soprattutto in Francia, Germania e Regno Unito, ma anche un paese come la Turchia sta acquistando peso come mercato di sbocco. Questi sono i numeri del 2017, e la tendenza è a crescere.

Certo, le aziende circa del distretto vivaistico pistoiese hanno dovuto fare i conti, come tutti, con i venti gelidi della crisi. I fatturati sono calati, alcuni nomi storici sono scomparsi. Ma il settore non ha mai visto calare sostanzialmente gli occupati e ora che la congiuntura sta risalendo, il mondo del vivaismo pistoiese può cogliere un’occasione storica.

Guardati sempre con un filo di sufficienza dai “cittadini” pistoiesi (l’epiteto di “piantaioli” è esplicativo) e con qualche sospetto anche dalla sinistra locale, soprattutto per la loro invadenza paesaggistica e ambientale (tutti quei fitofarmaci...), i vivaisti possono proporsi oggi davvero come un motore irrinunciabile dell’economia pistoiese. Complessivamente il distretto conta su circa 1.500 aziende: per lo più di piccole dimensioni, ma spesso collegate ai pochi, grandi, gruppi leader che fronteggiano il mercato internazionale. I lavoratori sono stimati in oltre 5.500, ma probabilmente per difetto. Di questi, 2.500 circa sono dipendenti a tutti gli effetti. Naturalmente a questa comunità vanno poi sommati i lavoratori nelle aziende dell’indotto.

Questo “sistema verde” occupa oltre 5.200 ettari di territorio nella piana di Pistoia e – in parte – anche in Valdinievole. La maggior parte è destinata alle coltivazioni in pieno campo, quelle tradizionali in cui le piante sono direttamente coltivate nel terreno. Ma la vasetteria, metodo più moderno e produttivo – ma anche più criticato per il suo alto impatto ambientale – sta guadagnando spazio ed occupa già almeno 1.000 ettari di quei cinquemila e passa. Del resto basta passare dall’autostrada A11 per rendersi conto, anche visivamente, del grande impatto di questa attività economica a Pistoia e dintorni.

Del resto il vivaismo ha tutte le carte in regola per proporsi come un’attività dal grande futuro. Se la cura dell’ambiente, anche urbano, e la lotta all’inquinamento e alla produzione di gas tossici sarà sempre di più un “drive” dell’economia del XXI secolo, che meglio può interpretarne le richieste di chi da sempre produce verde, piante, macchine per fabbricare ossigeno e abbattere anidride carbonica?

Non è un caso del resto che, parallelamente alla crescita del peso economico del settore, questi ultimi anni siano stati caratterizzati anche da una crescita del protagonismo delle principali aziende del settore in campi esterni all’economia pura e semplice.

Vannucci Piante ha realizzato alle porte della città un magnifico “Nursery Park” che periodicamente ospita iniziative ed incontri; va in questa direzione anche la partecipazione di una figura centrale dell’azienda di Piuvica come Andrea Massaini all’esperienza dell’associazione G713, che ha dato il suo contributo importante a suscitare dibattito e confronto sui temi della città nell’ultima campagna elettorale per il Comune. E poi: Giorgio Tesi Group si è lanciato nel mondo della comunicazione, con una rivista di altissimo livello come “NaturArt”, che propone l’accostamento costante tra natura ed arte, ed è stato anche partner di numerose iniziative nell’anno (2017) di Pistoia capitale italiana della cultura. E poi Mati 1909, con il suo ristorante e il ricco calendario di appuntamenti “Mati Experience”, che punta a fare del vivaio un punto di incontro e di scambio culturale di alto livello.

Insomma, è netta la percezione che i grandi vivaisti si vedano sempre di più non solo come imprenditori leader ma anche come punti di riferimento per la comunità, a livello economico ma anche sociale e culturale. Una proposta tanto più interessante in quanto Pistoia è sempre stata carente di figure guida che provenissero dal mondo dell’economia e ne sapessero rappresentare direttamente richieste e bisogni.

Questo nuovo protagonismo del mondo dei vivai sta già facendo i conti – e ancor più dovrà farlo in futuro – con alcune sfide fondamentali, il cui esito sarà decisivo per la città. La prima è senza dubbio quella della ricerca e dell’innovazione. Le aziende vivaistiche pistoiesi sono molto legate al “saper fare” artigiano che si tramanda di generazione in generazione, il livello qualitativo dei loro prodotti è sempre stato un punto di forza. Nella bella ricerca “Accelerare la crescita.

La sfida del florovivaismo pistoiese” realizzata da Intesa Sanpaolo e presentata nel febbraio scorso, si evidenzia tra l’altro come la maggioranza degli imprenditori del settore puntino sulla qualità dei prodotti e sulla solidità della conduzione familiare delle loro aziende, attribuendo poca importanza all’innovazione (soprattutto quella di processo), alla forza della rete distributiva e del marketing e alla presenza di certificazioni e marchi di qualità. Ma in un mercato sempre più aperto e globale, sottovalutare l’innovazione e la capacità di fornire servizi qualificati ai propri clienti è un grosso rischio.

Certo, fare innovazione ed essere più forti sul mercato (ad esempio con un marchio “Piante di Pistoia”) richiede di mettersi insieme e di collaborare: altro impegno non da poco per un mondo di imprenditori abituati a guardarsi con un alto tasso di rivalità reciproca.

E poi c’è la sfida forse più importante verso l’esterno, che è quella ambientale. Paradossalmente, proprio le imprese che potrebbero a ragione definirsi “fabbriche di aria pulita” sono da sempre guardate con sospetto per l’uso massiccio di fitofarmaci e sostanze chimiche per facilitare la crescita delle piante

È su questo fronte, probabilmente, più che sugli altri, che i vivaisti sono chiamati a fare un salto di qualità. Rendere le “aziende verdi” veri e propri angeli custodi dell’ambiente sarebbe un passo decisivo anche per la loro reputazione sociale. Alcuni si sono già incamminati su questa strada: c’è ad esempio chi sta sperimentando da tempo l’uso di vasi biodegradabili ( “Eco-Pot”). La Vannucci Piante è capofila del “Progetto Irrigo” per incrementare l’efficenza nell’utilizzo dell’acqua. Le aziende aderenti all’Associazione vivaisti italiana (di fatto quasi tutti pistoiesi) hanno aderito ad un progetto di autocontrollo per la sorveglianza fitosanitaria, in modo da poter offrire più garanzie oggettive di sicurezza della loro produzione: e in un mondo dove insieme alle piante viaggiano sempre di più anche gli agenti patogeni, avere piante garantite come sane è sicuramente un jolly. Impossibile, poi, non citare il progetto Eco-Nursery 3S, nato in seno alla Coldiretti, capofila Romiti Vivai, circa 100 i partner coinvolti, tra cui alcune Università e lo stesso Cnr. Il progetto nasce nel 2015-16 per sperimentare innovazioni nelle fasi produttive proprio per avere una maggiore eco sostenibilità. Come? Ad esempio diffondendo l’uso di biotrituratori mobili, con cui macinare gli scarti verdi prodotti nella coltivazione e riutilizzarli al posto della torba di importazione.

Insomma, le strade da percorrere sono tante, le sfide che aspettano i vivaisti pistoiesi lo sono altrettanto.



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web