Il Tirreno

Livorno

Le cantine delle star: Sting, Bocelli & C. pazzi per la Toscana

Lara Loreti
Le cantine delle star: Sting, Bocelli & C. pazzi per la Toscana

Tognazzi omaggia il padre con etichette dedicate al film “Amici Miei” Nannini punta sul “vino libero”, la pornostar Savanna sul Brunello

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“Vino pazzo che suole spingere anche l’uomo molto saggio a intonare una canzone...”. La sapienza omerica, già in tempi non sospetti, indicava canto e calice quale abbinamento perfetto. Forse un po’ folle, ma chi non lo è o immagina di esserlo di fronte ai profumi inebrianti dell’uva che prende forma, diventando bottiglia, caraffa, bicchiere, sapore... A distanza di secoli, l’intuizione del poeta greco da mito è diventata storia. Anzi storie. Quelle delle tante star della musica che da parti diverse del mondo si ritrovano in Toscana a vendemmiare. Artisti del calibro di Sting, che con sua moglie Trudie Styler porta avanti il suo sogno agricolo nella Tenuta Il Palagio, a Figline Valdarno, tra Firenze e Arezzo, dove produce ottimi vini a base di Sangiovese, Syrah, Cabernet Sauvignon e Merlot. Una proprietà del XVI secolo, acquistata dal cantante del 1999, che ha conosciuto momenti di gran splendore, anche grazie alla partecipazione sempre più massiccia della star alla vita vinicola della regione. Esempio più recente sono le Anteprime dei Vini toscani dello scorso febbraio, quando Sting è stato protagonista non solo del palcoscenico, ma anche dei banchi di assaggio con i suoi prodotti. Trudie e Sting trascorrono gran parte del loro tempo sulle colline fiorentine: ore di relax, di contatto puro con la natura, di feste e anniversari da celebrare con gli amici. E non è impossibile vedere spuntare la coppia tantrica tra le vigne durante una visita alla tenuta, agli appartamenti di lusso o al farm shop, il negozio dove fare acquisti.

Vicino (quasi) di casa dei coniugi inglesi, da qualche mese è l’attore e regista Gianmarco Tognazzi, figlio del mitico Ugo, grande appassionato di vino e cibo sin dalla tenera età. La casa di famiglia a Velletri, in provincia di Roma, è sempre stata una fucina di sperimentazioni gastronomiche firmate Ugo Tognazzi. E le campagne intorno alla villa da decenni sfornano vini e lieti calici, ideali per deliziare la tavola intorno alla quale sedevano (e siedono tuttora) attori, registi e intellettuali del livello di Federico Fellini. Un laboratorio di gusto e convivialità che è stato “messo a sistema” da Gianmarco. L’attore romano, sulla scia del padre, è andato oltre, sconfinando nel conquistare le terre del Chianti: a fine 2017 ha preso in affitto con l’amico e socio Alessandro Capria diciotto ettari di terreno coltivati a Sangiovese, Merlot e Syrah a Panzano in Chianti, una delle zone più vocate del Gallo Nero. È così che nella gamma de La Tognazza, questo il nome dell’azienda, si aggiungono le etichette Casavecchia, a base di Sangiovese e Cabernet Sauvignon, Voglia Matta, Chardonnay in purezza, e il mitico Conte Mascetti, ricco blend di Sangiovese, Merlot e Syrah. Prodotti che vanno ad arricchire la vetrina aziendale che già si compone dei laziali Tapioco, Come se fosse e Antani, ispirati al film cult “Amici miei” del 1975 di Mario Monicelli. Un progetto particolare che parte da un’idea più che dal territorio, come spiega Capria: «L’obiettivo è fare vini itineranti, che valorizzino la convivialità e l’amicizia che si celano nel calice».

Scendiamo leggermente a sud e avventuriamoci nel mondo pop rock di Gianna Nannini, grande appassionata di vino toscano, tanto da aver dichiarato più volte di sentirne la mancanza nei suoi tour musicali in giro per il mondo. La scatenata cantante 62enne produce in terre senesi, alla Certosa di Belriguardo, un prodotto dal suggestivo nome “Inno”, da lei stessa definito un atto d’amore per la sua terra. Frutto dell’incontro di due cru di Sangiovese, fa parte del progetto “vino libero” di Oscar Farinetti, da subito abbracciato con entusiasmo dall’artista.

Navighiamo verso la costa per assistere a due spettacolari concerti: quello delle vigne del Poggioncino di Lajatico (Pisa), regno dell’indiscusso sovrano Andrea Bocelli. La tenuta appartiene da secoli alla famiglia: gli avi già nel 1730 lavoravano le terre del principe Corsini. Tutti i Bocelli si occupano con passione dell’azienda, in primis l’architetto Alberto, fratello di Andrea, con la moglie Cinzia e i figli. E lo stesso tenore adora passeggiare e andare a cavallo nella campagna coltivata a Sangiovese, Canaiolo, Colorino e Cabernet Sauvignon come uve a bacca rossa, e Malvasia e Trebbiano a bacca bianca. Il vino top, preferito del maestro è un Sangiovese in purezza, il Bocelli Terre di Sandro, dedicato al padre di Alberto e Andrea, frutto delle vigne più vecchie. Poi ci sono Alcide, Incanto e il maxiblend Poggioncino (Sangiovese, Canaiolo, Malvasia, Colorino e Cabernet Sauvignon).

Da citare l’esperienza trasgressiva di Savanna Samson, pornostar che ha stupito tutti con i suoi vini toscani Sogno 1, 2 e 3, prodotti fino al 2009 nel progetto Winecircus di Roberto Cipresso; poi nel 2010 lei ha comprato La Fiorita a Montalcino. E che dire del Chianti Classico top che porta il nome dei tre artisti Stefania Sandrelli, Giovanni Soldati, regista figlio dello scrittore, e Sandro Bottega, distillatore: dalla loro amicizia, già da metà anni 90, sono nati il Chianti Classico Acino d’oro e poi Acino d’oro Riserva.

Come ogni show, è richiesto un gran finale. E se si parla di vini toscani, l’epilogo non può che essere targato Bolgheri. Nel paradiso del poeta Giosuè Carducci c’è una piccola azienda. Si chiama Le Crocine ed è gestita da Niccolò Marzichi Lenzi e dalla moglie Joy, sorella gemella della meravigliosa e versatile attrice Eva Green (dark lady francese lanciata nel 2003 in The Dreamers da Bernardo Bertolucci, Casino Royale nel 2006, a breve al cinema con Dumbo). A lei è dedicato un vino speciale, con taglio bordolese tipico della zona, che porta il suo nome, “Eva”, tributo d’affetto da parte della gemella. La coppia Niccolò – Joy ha scelto Bolgheri come luogo dove stabilirsi dopo aver abitato in Normandia e in altre parti del mondo. Oggi Joy è una vera “ostessa”. Un po’ come quella di Gaby decantata dal Carducci: “La giovine ostessa a la soglia, ride, saluta e mesce lo scintillante vino”.

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di Redazione web