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Livorno

Dai treni al nucleare: ingranaggi intelligenti per i colossi mondiali

Cristiano Marcacci
Dai treni al nucleare: ingranaggi intelligenti per i colossi mondiali

AM Testing esegue le prove per sviluppare nuovi prodotti: tra i clienti Eni, Piaggio, Nuovo Pignone, Avio Aero e Fiat Chrysler

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La sede è in un anonimo capannone della zona industriale di Pisa, a Ospedaletto, e se non si ha a disposizione un navigatore non è semplice trovarla. Non ci pensi nemmeno lontanamente che qui si lavora per mesi e mesi al raggiungimento della perfezione. Per la componentistica del settore meccanico e di quello aeronautico. Eppure è così.

AM Testing è la splendida e stimatissima realtà che si è fatta largo negli ultimi anni dopo essere nata, nel febbraio 2008, come spin-off dell’Università di Pisa nei locali dello Scalbatraio (il laboratorio del Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale). «Siamo stati “incubati” lì per cinque anni – spiega il direttore di AM Testing, l’ingegnere Michele Amorena, che in azienda è affiancato dal responsabile tecnico, l’ingegner Salvatore Manconi –, poi nel 2014 c’è stato il trasferimento qui a Ospedaletto».

L’azienda pisana è tra le poche a essere specializzata nelle ricerche e nello sviluppo per conto terzi di sistemi di trasmissione meccanica, scatole d’ingranaggi, cambi di velocità delle macchine, Cvt (dall’inglese “Continuosly variable transmission”, ovvero il cambio continuo o variatore continuo, un tipo di cambio automatico per autoveicoli in cui il rapporto di trasmissione può variare senza soluzione di continuità tra due valori limite), trasmissioni a variatori di velocità (quelle, ad esempio, utilizzate dagli scooter senza cambio), cuscinetti, giunti, catene e parti di motori d’aerei.

I clienti di AM Testing sono degli autentici colossi a livello europeo e mondiale. Si parla di Avio Aero, azienda satellite del gruppo General Electric, di Alstom, per quanto riguarda sia il settore dei treni che quello nucleare, della ZF Friedrichshafen AG, multinazionale tedesca produttrice di componenti per l'industria dei trasporti, della Piaggio, del gruppo Fiat Chrysler Automobiles e della GE Oil & Gas, nata in seguito all'acquisizione da Eni del Nuovo Pignone e la cui produzione spazia dai sistemi di compressione per l'estrazione, il raffinamento e il trasporto di petrolio e gas.

Ma qual è esattamente il lavoro che viene richiesto e svolto da Amorena e dai suoi 12 dipendenti e 5 collaboratori esterni? «In genere – risponde il direttore – i nostri clienti hanno l’esigenza di eseguire delle prove per sviluppare un determinato prodotto o per capire perché non funziona come dovrebbe. Per questo siamo in possesso di banchi-prova ad hoc, ma siamo in grado di costruire delle macchine uniche (non di serie) che servano nel tempo alle aziende. Piaggio, ad esempio, la macchina per le prove se l’è portata in azienda perché ha la manodopera adeguatamente preparata per farla lavorare, mentre la GE Oil & Gas, al contrario, preferisce fare sempre riferimento a noi e ha lasciato la macchina qua dentro».

Due i banchi-prova particolarmente performanti, sempre occupati ovviamente. Uno sta testando, sempre per la GE Oil & Gas, dei nuovi cuscinetti idrodinamici, l’altro un riduttore epicicloidale facente parte di un ingranaggio aeronautico destinato al motore di un Airbus.

Ovviamente, alla AM Testing rilasciano anche le necessarie certificazioni. L’ultima “sfornata” è quella per la Maina Trasmissioni di Asti, che ha avuto bisogno del via libera per un nuovo giunto destinato a collegare il rotore di un generatore di un sistema eolico.

Talvolta, i progetti sono lunghi da completare. «Generalmente – riprende Amorena – si va dai sei mesi ai due anni. Tutto, talvolta, nasce dal nulla, dalla sola idea, sulla quale i nostri tecnici cominciano a lavorare nell’ufficio di progettazione utilizzando modelli in 3D».

In Cna sono stupiti dalla crescita di lavoro e di credibilità internazionale acquisita dall’AM Testing.

«Non sbaglio se dico – sottolinea il dirigente Maurizio Bandecchi – che si tratta di uno dei fiori all’occhiello dello scenario imprenditoriale pisano».



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