La manifestazione
«Comune diffamato» processo chiuso con la lettera di scuse
LIVORNO. Il processo che vedeva come parti civili il Comune di Livorno in rappresentanza dell’ex sindaco Alessandro Cosimi e l’assessore alla cultura della medesima giunta, Mario Tredici, si è chiuso...
LIVORNO. Il processo che vedeva come parti civili il Comune di Livorno in rappresentanza dell’ex sindaco Alessandro Cosimi e l’assessore alla cultura della medesima giunta, Mario Tredici, si è chiuso prima di cominciare.
A mettere la parola fine ad un querelle giudiziaria iniziata nel 2013 all’indomani dell’uscita di alcuni articoli apparsi sul periodico “Livorno Cruciale” a firma della storica e critica dell’arte Francesca Cagianelli sull’opportunità da parte dell’amministrazione di organizzare con soldi pubblici una mostra con le false teste di Modigliani, una lettera di chiarimento che l’imputata ha inviato alle parte offese.
«Nel documento – spiega l’avvocato Paolo Bassano che difendeva Cagianelli – la mia cliente ha spiegato che nei suoi scritti non voleva ledere l’onorabilità dell’amministrazione, ma si trattava di una critica metodologica e politica rispetto all’impiego di denaro pubblico». Insomma il suo intento non era diffamatorio bensì una posizione diversa da quella del Comune che ha quindi agito correttamente.
«Occhio quindi ai 45.000 euro previsti per l’operazione – era uno dei passaggi finiti al centro della querela – L’assessore Tredici giustifica tale spesa con l’obiettivo di ricostruire la storia della beffa: tradotto in soldoni – per citare un’espressione cara, chissà mai perché, all’assessore – 45.000 euro di soldi pubblici verranno impiegati per valorizzare le opere di Froglia, teste, disegni, fotografie, video di provenienza e circuitazione commerciale».
Nei giorni scorsi davanti alla giudice Raffaella Calò è andata in scena un’udienza lampo durante la quale le parti civili hanno ritirato la querela e di conseguenza – visto che questo reato non è procedibile d’ufficio – il giudice ha immediatamente chiuso il procedimento e prosciolto l’imputata.
«Da un punto di vista politica – commenta l’ex assessore Tredici – il dato da sottolineare è quello che riguarda il comportamento dell’amministrazione Cinque Stelle che nonostante si trattasse di un caso che riguardava la precedente giunta si è adoperata per difendere la reputazione del Comune».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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