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Livorno

Beltramini in silenzio davanti al giudice dopo l'arresto: «Pronto il ricorso»

Beltramini in silenzio davanti al giudice dopo l'arresto: «Pronto il ricorso»

Livorno, l’imprenditore accusato di associazione per delinquere si è avvalso della facoltà di non rispondere

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LIVORNO . Sono le 9,45 quando Paolo Beltramini, l’imprenditore arrestato la settimana scorsa nell’ambito dell’inchiesta su una presunta frode fiscale da oltre tre milioni di euro, esce dalla porta principale del tribunale di Livorno di via Falcone e Borsellino insieme alla compagna. L’interrogatorio di garanzia davanti al giudice Marco Sacquegna era fissato alle 9,30 ed è durato appena cinque minuti. Il tempo di fare una dichiarazione spontanea a tutela della Friultrasporti, società capofila del suo impero imprenditoriale, avvalersi della facoltà di non rispondere e tornare a casa, ai domiciliari, nella zona di Montenero.

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La prossima mossa della difesa la anticipa l’avvocata Lorenza Musetti che con la collega e senatrice Giulia Bongiorno difende l’imprenditore cinquantaquattrenne accusato di associazione per delinquere: «Faremo istanza davanti al tribunale del Riesame per chiedere la scarcerazione del nostro cliente». Top secret i motivi del ricorso, anche se chi ha letto l’ordinanza di custodia cautelare parla di un buco nero a livello probatorio.

Mancherebbe infatti la prova del passaggio di denaro tra Paolo Tanozzi, 55 anni, rappresentante legale di una delle società di comodo e amministratore di fatto delle altre due create ad hoc per l’emissione di fatture false e lo stesso Beltramini. Insomma la spartizione dei soldi incassati dal mancato versamento dell’Iva sarebbe sostenuta solo da un testimone. E questo – se venisse confermato – potrebbe alleggerire la posizione dell’imprenditore. Anche se, dall’altro lato, ci sarebbero intercettazioni telefoniche che confermerebbero i rapporti d’affari tra i due.

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Oltre a Beltramini ieri mattina era fissato anche l’interrogatorio di garanzia di Susanna Sbarra, 40 anni impiegata, difesa dall’avvocato Riccardo Melani. Anche in questo caso la scelta è stata quella di non rispondere alle domande del giudice e rivolgersi al tribunale del Riesame.  Mercoledì 18 aprile, invece, sono in programma gli altri cinque interrogatori. A cominciare da Luca Di Giambattista, 52enne residente a Cecina, braccio destro di Beltramini e legale rappresentante della Eurospedi e della Trasporti industriali, Paolo Tanozzi, 55 anni. E altri tre dipendenti delle società che secondo gli investigatori avevano ruoli di primo piano nella gestione dei rapporti con i clienti e i fornitori delle imprese beneficiarie della frode: Graziano Rossi, 69 anni, Luigi Pennella, 68, e Chiara Ronzino, 35.

Per il momento sono stati quantificati 3 milioni e 100mila euro di profitti illeciti, con il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di due immobili, nove auto, due camion, cinque scooter, contanti e quote societarie di quattro imprese e altrettanti indagati.

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di Redazione web