La protesta
«Abbiamo aperto una strada positiva»
Il sindaco porta in giunta la variazione di bilancio per il nuovo bando: «Ora serve una misura nazionale»
LIVORNO. Arriverà oggi in giunta la variazione di bilancio necessaria per aumentare i 200mila euro messi per ora nel bilancio di previsione del Comune e far così decollare «entro pochi giorni» il nuovo bando per il reddito di cittadinanza. Lo annuncia il sindaco Filippo Nogarin, confermando quanto anticipato dal Tirreno: il budget sarà portato a circa 450mila euro, con l’intenzione di dare 200 euro al mese, a 170 famiglie, per un anno.
«Siamo stati i primi in Italia a sperimentare il reddito di cittadinanza, abbiamo aperto una strada innovativa, come abbiamo fatto anche con Aamps», dice Nogarin mentre il Rdc è diventato il cavallo di battaglia nazionale del M5S e i riflettori sono tornati su Livorno.
Il sindaco rivendica la sperimentazione lanciata due anni fa (quando sono stati dati 500 euro al mese, per sei mesi, a cento famiglie). Ma non nasconde le criticità sperimentate sul campo. Da queste parte per sottolineare che «serve una riflessione di carattere normativo», perché «nel momento in cui come ente pubblico eroghi un reddito, devi anche poter chiedere come contropartita la messa a disposizione di alcune misure». E «questa parte della strategia non può essere locale, ma nazionale». In altre parole servono gli strumenti per fare entrare davvero chi beneficia del reddito di cittadinanza in un circuito che non sia fatto solo di prestazioni volontarie, come è stata la vigilanza dei parchi nel 2016. Nogarin, come Luigi Di Maio, cita il modello tedesco, i rapporti con i centri per l’impiego, la necessità di chiudere il cerchio con il lavoro. «In 98 casi su cento, nel 2016 – racconta – le persone si messe a disposizione. Ma non si è potuto ottenere tutto ciò che di positivo ci sarebbe stato con una programmazione nazionale». È con l’associazione Reset che nel 2016 il Comune ha firmato una convenzione per portare i beneficiari della misura a fare vigilanza nei parchi della città. Una decisione che in questi giorni è tornata a scatenare polemiche politiche. «Perché Reset? Perché – interviene Nogarin – si è accollata il costo assicurativo che le altre associazioni non hanno voluto accollarsi». Quest’anno, con il nuovo bando, il Comune cercherà di rimettere in piedi un’esperienza simile: «La nostra speranza è che non risponda solo Reset. Ma non è vero, come qualcuno dice, che è il braccio armato del M5S: ha dato dimostrazione concreta nelle tante manifestazioni che ci sono state in città e non solo, di essere indipendente».
Del reddito alla livornese torna così infine a parlare come di una «esperienza estremamente positiva»: «Abbiamo fatto da ente sperimentatore, ma questa non è una misura da ente locale», a cominciare dal fatto che «serve una leva normativa che permetta di chiudere il cerchio». «Io vado avanti – conclude – convinto che la sperimentazione di Livorno stia dando i suoi frutti. Anche perché ha fatto venire fuori delle criticità che si sono potute capire direttamente sul campo».
Juna Goti
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