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Livorno

«Il porta a porta qui provocherà ostacoli a pedoni e disabili»

«Il porta a porta qui provocherà ostacoli a pedoni e disabili»

LIVORNO. «Noi non siamo contro al porta a porta, ma in Borgo Cappuccini, che ha una conformazione urbanistica particolare, con strade e marciapiedi stretti, creerà solo ostacoli a pedoni, disabili e...

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LIVORNO. «Noi non siamo contro al porta a porta, ma in Borgo Cappuccini, che ha una conformazione urbanistica particolare, con strade e marciapiedi stretti, creerà solo ostacoli a pedoni, disabili e mamme con passeggini». Irene Strati è la referente del comitato di residenti ViviBorgo. Parla anche a nome di altri e lo fa, a chiare lettere, nello spazio di confronto di Caffè Tirreno, ospitato al bar Odeon di via degli Apostoli.

Il prossimo arrivo della raccolta rifiuti porta a porta non trova alcun consenso nel quartiere: «Di fatto i bidoncini saranno delle vere e proprio barriere architettoniche sui nostri marciapiedi stretti - continua Vania Rogai - Senza contare che non si può pensare di far tenere alle famiglie un bidone fuori, per strada, con tutti i rischi del caso di cani che ci fanno i loro bisogni, persone che magari ti buttano dentro qualcosa, e poi riportarli in casa. È un problema igienico sanitario». Il quartiere è arrabbiato.

Rincarano Enio e Fiorella Fontanelli:«La raccolta dei rifiuti porta a porta come è copncepita a Livorno è una vera vergogna: i nostri quartiere sono popolati in maggior parte da condomini d’epoca di 3-4 o più piani non dotati di balconi, con il portone che are direttamente sul marciapiede pubblico e risulta, oltre che vergognosa, anche iniqua perché viene a pesare solo su una fascia di cittadini che pagano le tasse come tutti, ma hanno la sfortuna o la colpa di abitare nei condomini vecchio stile e sono costretti a sopportare l’immenso disagio del trattenimento dei rifiuti organici in ambiente domestico per più giorni, contravvenendo alle più basilari norme igieniche». In soldoni tutti dicono sì alla differenziata, ma no alla modalità con cui viene organizzata in città. «Noi siamo cittadini attivi e propositivi, ma per fare questo servono confronto, dialogo e capacità di ascolto che questa giunta non ci sta dando, muovendosi arbitrariamente senza alcuna consultazione con chi vive e lavora in un determinato quartiere», continua Laura Petreccia. Che cosa propongono? «Proponiamo cassonetti con la tessera, come hanno a Tirrenia - va nei dettagli - E anche l’isola ecologica ci va bene, ma non in piazza San Pietro e Paolo: l’idea va bene, ma non in quel luogo». Dicono sì alle isole ecologiche anche da ViviBorgo che sposa la filosofia di Zero Waste: «Tra le soluzioni alternative - aggiunge Strati - diciamo sì alle isole ecologiche, oppure i cassonetti mobili con videocamera come hanno a Pontedera». ViviBorgo ribadisce l’importanza di fare formazione diffusa e capillare ai cittadini al riciclo e alla differenziata. «L’indifferenziata deve sparire e siamo d’accordo: serve un’operazione culturale diffusa».

Francesca Suggi

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