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Livorno

«Bracciale agli spazzini, ora un passo indietro» L’altolà di Fratoianni

«Bracciale agli spazzini, ora un passo indietro» L’altolà di Fratoianni

Nogarin respinge le critiche: ripensamento solo se si dimostra che lede i diritti dei lavoratori o che è inutile al monitoraggio

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LIVORNO. «Sarebbe utile buon senso, rispetto della dignità del lavoro e dei diritti dei lavoratori: forse è il momento che a Livorno si faccia un passo indietro sui braccialetti elettronici per sgombrare il campo da polemiche, proteste, errori». È il leader nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, a dirlo dalla trincea di Liberi e Uguali, interviene per schierarsi contro la decisione di dotare di un braccialetto elettronico gli addetti allo svuotamento dei cestini della società che a Livorno ha in appalto dall’ex municipalizzata Aamps la pulizia delle strade.

A stretto giro arriva la replica del sindaco Filippo Nogarin, che interviene per la terza volta (incluso il post sulla propria pagina Facebook) benché, pera altro verso, Palazzo Civico cerchi di allontanare da sé la patata politicamente “bollente” segnalando l’autonomia decisionale della ditta appaltatrice.

Dietro le parole di Nogarin si intuisce non una replica di routine, limitandosi a respingere al mittente le critiche.

Prima di tutto, il sindaco M5s livornese tiene a sottolineare di nuovo il fatto che «questo è uno strumento che non controlla né gli spostamenti dei lavoratori né la loro produttività». Poi, rimarcando l’esigenza – ribadita fin dal primo momento – di «monitorare un servizio che i cittadini pagano profumatamente», spiega che l’apparecchio tecnologico al polso degli spazzini è stato «introdotto a Livorno in via sperimentale».

Dunque, a Fratoianni che chiede un ripensamento, Nogarin replica che «non può bastare una polemica strumentale per farci fare un passo indietro». Quanto ai diritti dei dipendenti di Avr, la ditta che ha in appalto il servizio, Nogarin dice che «sono al sicuro» («so che l’azienda ha intenzione di incontrare nei prossimi giorni i sindacati»). Poi termina con una frase forse inattesa: «Faremo un passo indietro – avverte il sindaco – solo se questo dispositivo dovesse risultare realmente lesivo dei diritti dei lavoratori o inutile a monitorare il servizio di svuotamento dei cestini».(ma.zuc.)



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