«Tornare e battere il Pisa ma cosa c’è di più bello?»
L’euforia di Sottil: «È la vittoria più importante, spero che sia la svolta» Poi due dediche speciali: «A Morosini e ai due operai morti in porto»
LIVORNO. «Questa è di gran lunga la più bella giornata della mia carriera di allenatore». La conferenza stampa di Andrea Sottil è quasi terminata quando il vecchio-nuovo tecnico del Livorno regala la frase forte. Naviga a vista guidato dall’adrenalina: «Io credo nel destino – dice – e non è un caso che abbiamo vinto il derby nel giorno dell’anniversario della morte di Piermario Morosini. Quale migliore occasione sportiva per dedicargli una vittoria straordinaria. Da lassù avrà apprezzato i nostri ragazzi».
Sottil, ha la bacchetta magica?
«No. In settimana ho solo lavorato sull’aspetto mentale e psicologico. Non c’è più tempo per pensare a quello che è stato. Ai ragazzi ho detto di resettare tutto e guardare avanti. Loro sono stati bravi».
Abbiamo visto correre giocatori che prima andavano a rilento...
«Se vi riferite a Vantaggiato, mi preme sottolineare un aspetto. Ha disputato una partita splendida durante la quale ha corso per 95 minuti. Era reduce da una settimana difficile con le vicissitudini che tutti conosciamo. E se uno corre come un pazzo significa che prima aveva qualche problema mentale e non atletico. Insieme a Daniele però voglio elogiare anche Mazzoni che è un ottimo portiere e un uomo eccezionale».
Parliamo di tattica. Ha concesso l’uno contro uno alle punte del Pisa. Un rischio calcolato?
«Sì, ma nel primo tempo ci siamo difesi con ordine. Giocavamo in casa, dovevamo avere coraggio. Dovevamo giocare a testa alta senza paura. Lo abbiamo fatto. I ragazzi sono stati bravi. Bresciani per esempio solo in una circostanza si è fatto sfuggire Lisi. Nel complesso la prestazione è stata straordinaria».
Nel finale ha rinforzato gli ormeggi...
«Sì, siamo andati con il 5-4-1 perché le punte del Pisa sono pericolose. Negro, Eusepi sono attaccanti di livello. Non volevo che si avvicinassero alla nostra area. Siamo ripartiti tutte le volte che potevamo farlo. Abbiamo effettuato giocate di prima, quelle che facevamo un tempo».
Abbiamo visto un ottimo Maiorino. E dire che non stava bene...
«Questo modulo ne esalta le caratteristiche. Pasquale ha stretto i denti perché non era al top, ma ha fornito una prestazione di altissimo profilo».
Cosa pensa dell’arbitraggio?
«Secondo me non ha dispensato bene i cartellini e poi c’era un rigore netto per noi».
È la vittoria della svolta?
«Me lo auguro. Spero con tutto il cuore che sia il crocevia della stagione. Questa era una sfida molto importante per tantissimi motivi e non solo per questioni di campanilismo. E poi che cosa c’è di più bello di tornare, vincere il derby e ricominciare la settimana con il morale alto?».
Come ha vissuto il suo primo derby casalingo?
«È stato bellissimo. Me lo sono goduto tutto. I nostri tifosi cono stati meravigliosi, ma non avevo dubbi. Ho ritrovato il mio Livorno. Il nostro spirito battagliero che ha contagiato anche il dottor Porcellini senza parlare di Protti e tutti i ragazzi».
Intanto qualcuno lo informa del gol di Cutolo che ha portato in vantaggio l’Arezzo sul Siena, ma non si scompone ed esibisce un’altra dedica spaccacuore: «Questo successo è per Lorenzo e Nunzio, i due operai che due settimane fa hanno perso la vita al porto. Il pensiero va a loro». Andrea Sottil saluta e se ne va. La battaglia è appena iniziata.
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