Gioco
Petrone guarda avanti «Squadra viva prepariamo i playoff»
LIVORNO. «Nonostante il risultato, ho visto una squadra che ci ha creduto fino all’ultimo e che ha creato tante occasioni. Dovremo essere bravi a giocare così anche durante i playoff...». The end. Il...
LIVORNO. «Nonostante il risultato, ho visto una squadra che ci ha creduto fino all’ultimo e che ha creato tante occasioni. Dovremo essere bravi a giocare così anche durante i playoff...». The end. Il sogno del Pisa di raggiungere la promozione diretta si è infranto un sabato di metà aprile al Picchi. Il ko di ieri, infatti, ha fatto tornare i nerazzurri sulla terra e in sala stampa, dopo il triplice fischio, è stato lo stesso allenatore Mario Petrone ad ammetterlo. «Sapevamo che sarebbe stato difficile, perché quando hai due squadre davanti, non può certo essere facile. Avremmo dovuto vincerle tutte, non è stato così. Ma questo non cambia niente rispetto all’obiettivo finale. Noi, comunque, per andare avanti dobbiamo metterci grinta e mentalità. Quelle che oggi abbiamo avuto». Però il campo è stato severissimo e sfruttando le occasioni al meglio, il Livorno è riuscito a portare a casa la partita.
«Sul primo gol - continua - abbiamo commesso un errore che in questa categoria non è ammissibile. Avevamo preparato quella situazione, con la ripartenza su calcio d’angolo. Sia che giocasse Manconi, che Doumbia, infatti, sapevamo che il Livorno avrebbe potuto far male così. E ci hanno colpito centralmente. Ci siamo fatti trovare impreparati». Anche sul 2-0 le responsabilità del Pisa sono enormi. «Dovevo interrogarmi meno se Birindelli fosse più o meno pronto per giocare tutta la partita e dovevo toglierlo prima. Il gol del raddoppio è arrivato per colpa di una triangolazione mancata».
Comunque, Petrone, se ne è andato a casa soddisfatto. «I ragazzi hanno giocato un’ottima partita. Abbiamo creato diverse occasioni per segnare, ma non siamo stati bravi a sfruttarle. Il calcio è così. Ma quando finisci una partita stremato, non ti si può rimproverare nulla dal punto di vista della grinta».
Nicolò Cecioni
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