Il Tirreno

Livorno

Grazie ragazzi, come in un sogno

DI ALESSANDRO BERNINI
Grazie ragazzi, come in un sogno

Tutto in tre ore: il Livorno conquista il derby, il Siena crolla ad Arezzo e si torna primi

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Corri Igor, corri. Vai sotto la tua Curva Nord insieme alla squadra. Con gli occhi lucidi. Fateci godere. Dateci di nuovo l’orgoglio di vedervi con la nostra maglia indosso. Abbracciatevi. Saltate. Questa è la vostra festa, la nostra festa. Perché tifare Livorno vuol dire soffrire, ma alla fine è più forte di noi benedire l’esser nati col cuore amaranto.

Era la partita perfetta per rialzarsi. E alzi la mano chi non aveva vissuto la vigilia col terrore di perdere: perché a Olbia il Livorno era stato imbarazzante, e giocando un’altra partita del genere si rischiava grosso. Perdere il derby era la fine di tutto. Fidatevi.

E invece neanche nei sogni proibiti di chi nella notte tra venerdì e sabato faceva fatica a addormentarsi, poteva uscire una giornata del genere. Non solo il 2-0 al Pisa, ma addirittura il crollo del Siena ad Arezzo. Pazzesco. Eravamo sotto un treno, siamo di nuovo a più 2. In tre ore si è rovesciato il mondo.

Corri Igor, correte tutti. Con le ultime energie rimaste, perché è chiaro che non scoppiamo di salute sotto il profilo atletico. Ma a quanto pare gli altri stanno anche peggio di noi. Il derby andava giocato così: grintosi, cinici, coraggiosi, pronti a chiudersi per non rischiare dietro. Non siamo più il Livorno super-brillante che col gioco asfaltava tutti. Ma bisogna sapersi riciclare, cambiare pelle, fare di necessità virtù.

Lo ha fatto anche Sottil, che per qualche settimana è sembrato sin troppo talebano con le sue teorie tattiche. Stavolta abbiamo iniziato 4-2-3-1 e abbiamo finito 5-4-1, perché difendersi non è mica una vergogna. Anzi, certe volte è una grande dote. E il Livorno ieri, dopo aver colpito subito con Doumbia, ha costruito la vittoria trovando finalmente una solidità difensiva.

Lo dicevamo in settimana: ci credeva il Pisa nel primo posto, perché non potevamo crederci anche noi? Contro tutto e tutti.

Corri Igor, ci siamo anche noi a correre al tuo fianco. E c’è anche Morosini, che da lassù avrà esultato. Bravi ragazzi. Siamo davvero fieri di ciò che ci avete regalato. Vi siete presi questo risultato, come diceva il Moro. Ora andatevi a prendere anche il campionato.



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