Il Tirreno

Livorno

Vittima dei bulli, studente in ospedale dopo una testata

di Francesca Suggi
Vittima dei bulli, studente in ospedale dopo una testata

Livorno, aggredito al rientro dalla palestra da un ex compagno di classe. La mamma: l’istituto non mi ha avvisato, lo ha fatto mio figlio

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LIVORNO. È la triste storia di un adolescente da mesi preso di mira da alcuni compagni di classe. Lo offendono, gli rubano le cose di scuola, inviano messaggi WhatsApp e video offensivi. Lui riesce, dopo ripetute richieste dei genitori, a cambiare sezione, ma i bulli continuano a perseguitarlo. Fino a quando, alcune settimane fa,  lo studente finisce in ospedale dopo aver ricevuto una testata in faccia.

Il referto parla di trauma cranico lieve: non è affatto leggero, invece, lo stato d’animo con cui vive il ragazzo che frequenta un istituto superiore della città. Ed è qui, in questa scuola, che tutto è accaduto (non pubblichiamo il nome dell’istituto per tutelare la privacy dei minori protagonisti).

«Il fatto è successo alle 10 del mattino, in orario scolastico - racconta al Tirreno la mamma che ha denunciato l’episodio ai carabinieri - Mio figlio stava tornando dalla palestra dove fanno ginnastica: lo studente che lo ha colpito con una testata in faccia era della classe che invece stava andando in palestra. Era la sua vecchia classe, che frequentava prima del cambio di sezione: una richiesta fatta a dicembre e che si è concretizzata solo pochi giorni fa». Rabbia, smarrimento, preoccupazione per il figlio che da mesi sta vivendo nel terrore: i genitori dell’adolescente si precipitano a scuola. Lo studente, infatti, intorno alle 12.30 chiama la mamma piangendo. «Quando sono arrivata ho visto sulla sua faccia il segno della contusione, ma io non sono stata avvisata dalla scuola. Mi sono recata dal fiduciario per avere spiegazioni: non ne sapeva niente».

Il fiduciario chiama l’insegnante che aveva in gestione e vigilanza gli alunni a quell’ora: «Si è giustificata dicendo che era in fondo e non aveva visto». La preoccupazione dei genitori è alle stelle: «Mio figlio, non solo non era stato tutelato, ma dopo l’aggressione non è stato neppure soccorso come avrebbero dovuta». L’alunno al pronto soccorso ha avuto 5 giorni di prognosi. È la mamma a riavvolgere il nastro: «Offese, furti, minacce: gli inviano video in cui lo prendono in giro, messaggi. Lo tormentano perché va bene a scuola, perché non fuma le canne, lo chiamano secchione. Mio marito lo accompagna addirittura in classe». I genitori da tempo fanno presente la situazione alla scuola: mi hanno risposto che avrebbero preso provvedimenti».

La vice preside dell’istituto si dice dispiaciuta. Ribadisce che la presidenza non era a conoscenza né del fatto, né degli episodi di bullismo pregressi. E garantisce un pronto intervento.

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