Sicurezza
«Persi più di 200 posti auto»
I residenti infuriati contro le strisce blu: «Nessun ascolto, il Comune si fermi»
LIVORNO. «Si fermi. Il Comune si fermi, ripristini il vecchio sistema di sosta e ascolti la città». Non chiedono vie di mezzo i residenti di Borgo Cappuccini. Non puntano a ottenere qualche posto auto riservato o un cambio in corsa di orari e tariffe. Sono arrabbiati. E senza girarci intorno, quando la Tirrenica ha già vinto il bando e trasformato da bianchi a blu quasi tutti i posti auto della zona, gridano al Comune di fermare l’operazione. Non ne fanno tanto una questione di spese, anche perché per gli abitanti in possesso della lettera la sosta continuerà ad essere gratis (diverso invece per i professionisti). Ma partendo da due punti promettono battaglia. Il primo: «In Borgo gli spazi non erano già sufficienti quando potevano parcheggiare solo i residenti, figuriamoci ora...». Il secondo: «Quando hanno iniziato a ridisegnare gli stalli, ci siamo trovati con 200-250 posti auto in meno». Parte da qui la protesta che ieri è arrivata sui tavolini del Caffè Tirreno, ospitato al bar Odeon di via degli Apostoli.
Tra i punti di riferimento c’è Antonio Morozzi, residente conosciuto nella zona, che insieme ad altri, come Laura Petreccia, ha lanciato una petizione contro la nuova Zsc blu che «ha superato 700 firme». Residenti e commercianti vogliono portarla in consiglio comunale, ma prima puntano a coinvolgere in un percorso unitario anche gli altri comitati e gruppi che si stanno muovendo in città. Intanto «abbiamo cercato di fare una rete sociale» nel quartiere, esordisce Morozzi. Tra gennaio e febbraio ha fatto un sondaggio, distribuito in trenta attività. «Già in quell’occasione – racconta – l’80% di chi vive qui aveva segnalato tra i principali problemi la mancanza di parcheggio. E molti avevano già detto no alle strisce blu». Dove, pagando a tariffa oraria, d’ora in avanti potrà sostare chiunque. «Già era difficile trovare posto prima...», ripete Giuseppe Parigi, di via San Carlo: «L’Odeon non è mai pieno, che senso ha avuto fare altri posti per tutti?». «In questa zona – riprende Morozzi – c’erano già circa 1.300 posti per tutti (tra scali, Odeon, Porta a Mare, piazza Mazzini...) e ne saranno realizzati molti altri anche alle ex Officine storiche. Quindi non c’era bisogno di fare tutto blu».
Morozzi tira fuori una serie di tavole che mostrano gli stalli trasformati negli ultimi giorni in alcune delle principali strade della zona, come via Verdi, via San Carlo, Borgo Cappuccini, via Michon o via degli Asili. Sono state ottenute andando a contare gli spazi: «Abbiamo perso circa 250 posti auto, non guardando tutta la K, ma solo il cuore di Borgo», dice. Circa 200 se si considera che, sempre stando a un primo calcolo dei residenti, una quarantina sarebbero stati recuperati tra Mazzini e via Don Bosco.
Frutto dell’adattamento dei vecchi spazi ai parametri di legge e del passaggio di molte soste da lisca a fila indiana. «In via Maddalena invece di togliere il doppio senso tagliano 36 posti», viene riferito. «Chiediamo il ripristino della vecchia sosta, i residenti dovrebbero essere agevolati negli spostamenti, ci hanno rubato la viabilità», si arrabbia Valeriano Mancuso: «Il sindaco non ha tenuto fede al programma elettorale, non ci ha coinvolto». «In città saranno fatti 11.500 spazi blu senza avere ascoltato i cittadini – gli fa eco ancora Morozzi – eppure il programma M5S parlava di partecipazione».
Ridisegnando lo scacchiere della sosta, qui come in altre zone, sono stati rivisti e redistribuiti anche gli spazi per gli scooter. Altro tema che fa discutere, là dove hanno preso il posto delle auto. «Solo intorno all’ex teatro, tra via Verdi e via Sardi, ora ci sono più di 200 posti per i motorini, senza contare via Michon», li indica Renzo Rossi. Stalli che magari sono stati spostati da altre strade vicine. «Questo – riprende – va ad aggiungersi alla ventina di posti auto che erano già stati tolti intorno all’ex Jolly. Nessuno vuole mettere in discussione il recupero privato dell’ex cinema. Ma i lavori sono iniziati quattro anni fa, ad agosto c’è stata l’inaugurazione con il red carpet, poi è rimasto tutto fermo. Quale è stata l’utilità di togliere i posti intorno?». E tornando a guardare verso l’Odeon la mette così: «Come è possibile che non sia decollato? È stato boicottato fin dall’inizio dai livornesi, che preferiscono sostare sui fossi dove si paga di più. È un problema di mentalità».
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