Sicurezza
Il Goldoni cresce e prende la piazza
Aumentano incassi e abbonati, tra i tanti progetti un palco di legno che uscirà fuori dalle porte del teatro
LIVORNO. Un enorme palco in legno, lungo tutta l’estensione di piazza Goldoni, per completare l’integrazione del Teatro con la città. L’ultima visione di Marco Leone, direttore generale della fondazione Teatro Goldoni, per il momento è solo un suggestivo disegno in tre dimensioni, ma già piace alla giunta Nogarin ed è al vaglio della Soprintendenza (anche se di soldi ancora non si parla). Con un bilancio 2017 in pareggio e un’ottimistica previsione in arrivo per il 2018, il salotto buono della città a 14 anni dalla re-inaugurazione grazie alla gestione Leone fa segnare (e sognare) una crescita costante in termini di numeri e qualità, anche se comincia a dare le prime avvisaglie di cedimento.
«Internalizzando i servizi risparmiamo 150 mila euro l’anno che investiamo per fare 150 sipari a stagione, in pratica siamo aperti un giorno sì e uno no» spiega il direttore in commissione consiliare, sottolineando il salto dalla precedente gestione “a finestre” che ha portato ad un più 23% di abbonati nel 2017 e incassi per oltre 50mila euro annui. Poi prosegue: «Per rimettere a nuovo impianti e palcoscenico servirebbero oltre 50mila euro, in più c’è la facciata da rifare. E i fondi pubblici non bastano mai».
L’ufficio marketing nato sotto la sua direzione nel frattempo ha ingranato, sfruttando soprattutto l’” Art Bonus” Franceschini per il mecenatismo culturale, ma il vero miracolo potrebbe arrivare con il nuovo format pensato per «immergere nel teatro i crocieristi overnight» (quelli che restano a Livorno almeno una notte) che dovrebbero arrivare grazie agli accordi presi con gli armatori internazionali dall’assessore alla cultura Francesco Belais allo scorso Seatrade di Miami.
Leone si prende anche il merito di aver «risvegliato la Toscana dal torpore» migliorando la sinergia programmatica e la promozione reciproca con i maggiori teatri regionali, ma anche di aver instradato Livorno a divenire «capitale del teatro di narrazione» grazie alla rassegna “Scenari di quartiere” , quest’anno alla 3ª edizione con ben 11 palchi previsti.
«Vogliamo diventare il polo attrattivo per la nuova generazione della lirica, e affermarci come ponte tra formazione e professione» prosegue il direttore, lodando i progetti “Mascagni opera studio” e “Ltl opera studio” ; e il direttore artistico della Lirica, Alberto Paloscia, rilancia: «Con Iris abbiamo avuto un vero boom di iscrizioni da tutto il mondo. L’anno prossimo avremo “L’elisir d’amore” e “Madama Butterfly” , e il rientro di Lindsay Kemp».
Buono il rapporto con il “fratello minore” teatro Delle Commedie, ancora migliori i risultato del progetto Maia offerto gratis a tutti gli insegnanti livornesi e della rassegna Open; ottimo infine quello col Maggio Fiorentino, destinato a tradursi in grandi produzioni a costo zero. Il contenuto c’è, il contenitore andrà “sotto i ferri” in estate, manca il contorno. Ma Belais anticipa: «No alle auto davanti al teatro: niente transenne né multe, i livornesi possono parcheggiare un po’più in là». Daniele Galli (M5s) propone una «standing ovation», ma anche Elisa Amato (FI) ammette: «Avversai la sua nomina, oggi devo farle i miei complimenti».
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