Il Tirreno

Livorno

Tre giorni di attesa per la visita oculistica

di Giulio Corsi
Tre giorni di attesa per la visita oculistica

Da maggio azzerati i tempi di attesa come per l’ecoaddome

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LIVORNO. Non c’è ancora una data ufficiale. Ma entro metà maggio, dunque entro un mese, chi prenoterà una visita oculistica al Cup o al CupTel potrà attendere al massimo tre giorni. Per fare un esempio: se l’utente si presenterà allo sportello il lunedì avrà l’appuntamento non oltre il giovedì. Non in centri privati, come accade ad esempio per alcune ecografie che l’Asl ha appaltato all’esterno proprio con l’obiettivo di ridurre le liste di attesa, ma negli stessi ambulatori dell’ospedale oppure nei distretti sanitari. E con gli stessi medici pubblici.

Considerando che l’attesa media per una visita oculistica negli ultimi mesi era di 60 giorni, siamo davanti ad una vera e propria rivoluzione. Che è già iniziata a gennaio con le ecografie addominali e le visite neurologiche e che - annuncia ora il direttore generale dell’Asl Maria Teresa De Lauretis - si estenderà anche ad altre prestazioni entro inizio estate: dopo le visite oculistiche, a giugno toccherà alle visite cardiologiche, dermatologiche e a quelle di otorino.

Com’è possibile, si chiederanno in molti, che da un giorno all’altro le liste di attesa, da sempre tallone d’Achille della nostra sanità, vengano azzerate così? Il merito è del cosiddetto Open Access, di fatto una riorganizzazione delle liste d’attesa basata su una programmazione diversa e più razionale delle agende di prenotazione (mentre per quanto riguarda l’eco-addome, come abbiamo scritto in passato, la nuova organizzazione si abbina anche all’utilizzo degli ambulatori privati di Svs, Centro Sanitario di via March e Iradit che alleggeriscono il peso sulle strutture pubbliche).

Una domanda è lecita: se la formula magica era così semplice, perché non ci si è pensato prima e per anni siamo andati avanti pensando che il problema della sanità lumaca fosse irrisolvibile? Resta il fatto che oggi il problema sembra in fase di superamento, perché l’ecoaddome rappresenta da solo il 60% delle ecografie totali richieste e se il programma della De Lauretis sarà rispettato anche a livello di visite (neurologica, oculistica, cardiologica, otorino e dermatologica) saremo ben oltre il 50% delle richieste.

Insomma siamo a metà del guado. «Finora i tre giorni massimi previsti dal nuovo sistema tra la prenotazione e la prestazione sono sempre stati rispettati su tutta la provincia di Livorno», sottolinea il direttore generale dell’Asl.

Ora la sfida sarà ampliarsi ad altre visite e alle altre ecografia. L’ultima rilevazione aziendale sui tempi medi di attesa riguarda il settembre 2017: per un’ecografia capo-collo servivano 223 giorni, oltre sette mesi (a Cecina addirittura 358), per una alla mammella 220 giorni, per un’eco ginecologia 150 giorni. Su questi esami nei prossimi mesi si giocherà il successo completo della rivoluzione dell’Open Access. Va detto, in questo senso, che a Pisa - dove il sistema è stato introdotto un anno e mezzo fa, è successo esattamente così: prima l’eco-addome, sei mesi dopo le ecografie al seno, tiroide e spalla. Fino ad arrivare la scorsa estate a fornire prestazioni a 72 ore massime anche per le visite specialistiche di oculistica, neurologia e otorino e addirittura per la Tac al torace.



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