Il Tirreno

Livorno

PORTA A PORTA: DUELLO SUL NUOVO REGOLAMENTO 

Rifiuti, il rebus del bidone «Chi paga se causa guai?»

di Matteo Scardigli
Rifiuti, il rebus del bidone «Chi paga se causa guai?»

LIVORNO. In sesta commissione proseguono i lavori per il nuovo regolamento di polizia urbana, che manderà in pensione il vecchio testo (aggiornato nei decenni) alla veneranda età di 104 anni, alla...

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LIVORNO. In sesta commissione proseguono i lavori per il nuovo regolamento di polizia urbana, che manderà in pensione il vecchio testo (aggiornato nei decenni) alla veneranda età di 104 anni, alla luce dell’ultimo decreto sicurezza con annessi sanzioni maggiorate e “daspo urbano” . Sul tavolo tanti commi da emendare a più mani con il comandante della polizia municipale Riccardo Pucciarelli, in riferimento a beni comuni, prostituzione, mercati, mendicare, decoro degli edifici privati, deiezioni canine e stesa dei panni sulla pubblica via; con particolare attenzione rivolta al porta-a-porta, ai senza fissa dimora e al commercio abusivo.

PORTA A PORTA. «Quando Aamps dà il mastello in comodato d’uso al cittadino gli scarica la responsabilità in caso di danni» sostiene Marco Cannito (Città Diversa), forte dell’interpretazione ottenuta dall’avvocatura civica. Ad esempio secondo questa lettura, quando si dovesse verificare un ferimento o un danneggiamento a causa di un contenitore scagliato via dal vento, una volta svuotato dagli operatori, la colpa ricadrebbe sull’utente “colpevole” di non aver messo immediatamente il mastello al riparo (a braccetto con il futuro comma 7 dell’art. 17, che recita: «L’esposizione permanente o temporanea dei bidoni... deve avvenire garantendo... possibilmente la schermatura degli stessi alla vista dagli spazi pubblici»). «Occorre fare chiarezza, e rivedere le tabelle che costringono ad infrangere la legge chi ha orari di lavoro incompatibili», incalza Giuseppe Grillotti (Livorno Libera). Ma Marco Galigani (M5s) rassicura i colleghi impugnando la sezione “domande frequenti” sul sito dell’azienda: «Il cittadino è responsabile in caso di sinistro solo se infrange l’ordinanza sindacale».

SENZA DIMORA. «Nel nome del decoro si rischia di danneggiare le persone costrette a vivere in strada o in macchina, magari ex-detenuti riabilitati o genitori divorziati, che spesso non hanno altre soluzioni perché la società non è in grado di coprire il fabbisogno», spiega Andrea Raspanti (Futuro), consigliere comunale e operatore Caritas, richiamando il decesso del clochard rumeno Duduman Dumitru, per tutti Adriano, avvenuto pochi giorni fa in via Di Franco: «Mettiamo in campo un regolamento più stringente quando avremo garantito tutte le soluzioni alternative». Nella bozza compaiono ancora con le relative sanzioni i divieti di “sdraiarsi sul marciapiede” o “dormire in auto” , che se interpretati alla lettera potrebbero, per ammissione dello stesso Pucciarelli, portare a «sequestrare i bivacchi forniti ai bisognosi dalla Caritas, come accadeva di recente a Torino».

COMMERCIO ABUSIVO. «Voglio la multa per chi compra i prodotti dai venditori non autorizzati» tuona Elisa Amato (Forza Italia), che non digerisce «lo spreco di avere un’auto dei vigili a presidiare piazza Cavallotti e lo sdegno degli ambulanti che conducono tranquillamente i loro affari pochi metri più in là». Stessa problematica rilevata anche da Francesco Bastone (M5s), che difende a spada tratta gli onesti commercianti dei mercati ai quali il regolamento vorrebbe continuare a proibire “comportamenti molesti” come le tradizionali grida per invogliare i clienti. «Il dilemma fra rigore e discrezione non può essere addossato agli agenti» si difende Pucciarelli che, attenendosi alle disposizioni della commissione non ha operato modifiche sostanziali (auspicate da Grillotti), e rimanda gli emendamenti agli uffici. E l’assessora al commercio Paola Baldari conclude: «Presto normeremo anche l’occupazione del suolo pubblico per gli ortofrutta».

Matteo Scardigli

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