Il Tirreno

Livorno

Il Comune aumenta la “tassa” sulle cremazioni

di Juna Goti
Il Comune aumenta la “tassa” sulle cremazioni

Livorno, i diritti di ingresso per le centinaia di salme che arrivano da fuori città passano da 15 a 100 euro. Sale (di otto volte) anche la tariffa sui resti mortali

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LIVORNO. Il Comune ha deciso di aumentare di quasi sette volte la tariffa per la cremazione delle salme che arrivano al cimitero dei Lupi da fuori i confini di Livorno.

Lo dice la delibera numero 199 che è stata approvata da sindaco e assessori pochi giorni fa.

Oggi, in sintesi, funziona così: quando viene a mancare una persona che non risiede in città, i familiari, con la somma che versano alla società Socrem per la cremazione della salma, pagano anche i 15 euro di tassa di ingresso che vanno direttamente al Comune. I diritti di ingresso per i resti mortali ammontano invece a 10 euro.

Con la delibera appena approvata, la giunta di Palazzo Civico, «a titolo di ristoro per le pratiche amministrative connesse», ha deciso di modificare così le tariffe: 100 euro per i «diritti di ingresso per la cremazione delle salme da fuori comune» e 80 euro per quelli che hanno a che fare con i «resti mortali» (sempre in arrivo da «fuori comune»).

Significa che anche chi risiede a Stagno o a Collesalvetti, così come a Cecina o a Rosignano, d’ora in avanti per farsi cremare ai Lupi dovrà spendere 100 euro in più rispetto a un residente in città. In soldoni: i non livornesi che oggi spendono 623.50 euro (somma che comprende i 15 euro che restano al Comune) andranno a pagarne 708,50.

Un «adeguamento», come viene chiamato nella delibera, che per le casse del municipio in realtà vale ben più di un semplice ritocco. Vale centinaia di migliaia di euro.

Lo raccontano i dati della Socrem, ovvero la società proprietaria dei forni che si trovano all’interno del cimitero comunale. Intervistati nel novembre scorso dal Tirreno, il presidente Giampaolo Berti e il direttore Giuseppe Giambò avevano spiegato che ogni anno Socrem gestisce circa 1.200 cremazioni di livornesi e quasi il triplo (3.400) di persone da fuori comune. Quindi, con questa operazione, il municipio potrebbe arrivare a incassare quasi 300mila euro in più all’anno (sempre che il numero di richieste non cali per effetto degli aumenti).

Nella delibera firmata dal sindaco e dal segretario generale del Comune si legge che le somme di 15 e 10 euro richieste fino a oggi e «finalizzate al rilascio delle necessarie autorizzazioni di polizia mortuaria da parte dell’ufficio cimiteriale comunale», risultano «particolarmente irrisorie rispetto alla complessità della pratica e alla mole di lavoro» e questo «anche in considerazione delle mutate condizioni relative al contesto gestionale, che hanno comportato nel tempo una riduzione del personale impiegato a fronte di un numero di pratiche relative alla cremazione in forte e costante crescita».

C’è poi un passaggio che non passa necessario: il Comune, si legge nella delibera ha deciso di procedere «con urgenza quantomeno all’adeguamento» delle tariffe per le salme che arrivano da fuori, «nell’attesa di una rivisitazione complessiva del sistema tariffario cimiteriale».

Qualche mese fa il cimitero comunale e le cremazioni erano finite al centro di un duro botta e risposta tra Socrem e amministrazione a Cinque Stelle, che aveva detto di voler mandare a gara il servizio. Oggi si apre il capitolo delle tariffe.

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