Gioco
«200 posti all’ex Atl per 10mila abbonati non sono niente»
I balneari con le mamme dei pass rosa e un gruppo di residenti «No a un’altra tassa, il Comune ci ascolti e riveda orari e tariffe»
LIVORNO. Si sono riuniti ai Tirreno, ieri, i rappresentanti dei tre stabilimenti balneari che si affacciano sul primo tratto del viale Italia, delle mamme che protestano per il ridimensionamento dei pass rosa e di Vivi San Jacopo, l’associazione che riunisce una parte di residenti. Primo tentativo di fare fronte comune contro le strisce blu che invaderanno il lungomare, dalla Bellana a Barriera Margherita. Perché «se ormai la decisione è presa – esordisce Gianfranco Giachetti – cerchiamo almeno un dialogo, un accordo con l’amministrazione, che però ancora non ha risposto alle richieste che abbiamo fatto un mese fa per abbassare le tariffe e rivedere gli orari». Come ad esempio prevedere la prima mezz’ora di sosta a 20 centesimi (anziché un euro all’ora) e il pagamento fino alle 22 d’estate (anziché fino a mezzanotte). «Ci dica ufficialmente cosa ci aspetta...». Il gestore degli ex Trotta, presidente del Sib e delegato di alcune attività commerciali della zona si arrabbia: «Comune e Tirrenica hanno proposto un abbonamento stagionale da 230 euro per il parcheggio nell’ex deposito dei bus: non sono posti riservati, quindi paghi 230 euro e magari non trovi posto. Ma soprattutto si parla al massimo di 200 abbonamenti, quando solo gli abbonati ai Pancaldi, ai Tirreno e ai Nettuno sono 10mila!».
«Faccio presente – riprende – che Tirreno e Nettuno, in particolare, sono stabilimenti popolari, di famiglie che qui passano le vacanze estive. E che ora, sempre che rientrino tra quei 200, dovranno aggiungere una spesa di 230 euro. Ma questa amministrazione non è quella che ha fatto una lotta per il mare libero...?». E ancora: «La nostra città è in crisi, non può permettersi un’altra tassa. Serve lavoro. Io quest’anno ho assunto già due persone in meno...».
Di fronte a lui c’è Erica Bordolesi, del gruppo di mamme che ha lanciato una doppia raccolta firme: per i pass rosa (che non garantiranno più la sosta gratuita in tutte le Ztl e le Zsc) e contro gli stalli blu sul lungomare. Le tariffe previste e i 65 euro al mese per l’abbonamento al parcheggio di via Forte dei Cavalleggeri, ripete, «sono un ladrocinio», «ne esistono di molto più basse, come nell’area del mercatino americano», «è mancato da parte del sindaco un dialogo con la città».
Sara Marino, mamma e residente, fa notare che qui si incrociano mondi ed esigenze diverse – dagli accademisti a chi ha seconde case fino ai lavoratori di Benetti – e sottolinea che «a fronte dell’istituzione delle soste a pagamento, con certe tariffe, dovrebbero almeno essere garantiti servizi in più, a cominciare dai bus». I Tirreno si stanno organizzando da soli con un pulmino per i clienti, da collegare ai parcheggi di scambio al porto o sul viale della Libertà, ma è al Comune che si chiede uno sforzo maggiore su questo fronte.
Le lamentele dei residenti presenti guardano verso due punti: «Se vengono parenti devono pagare la tariffa a orario continuato, fino a mezzanotte» e «noi rischiamo di pagare per la prima volta la lettera per non trovare comunque posto». Vorrebbe qualche stallo «riservato ai residenti per il carico-scarico» Antonio Corona, presente con la moglie Graziella Cacciari. Mentre Laura Petreccia fa notare che in Borgo «contro gli stalli blu sono già state raccolte di 700 firme».
Irene Genovesi, di Vivi San Jacopo, torna a sottolineare che «manca ancora il Pums (il Piano della mobilità sostenibile)» e «non si può cambiare un pezzettino di città alla volta senza una visione complessiva», rischiando di «fare un viale Italia di serie A e uno di serie B». «Perché così si andranno a privilegiare le attività da Barriera Margherita in giù», ripete Giachetti. Che fa sapere di stare tentando con fatica la via del dialogo perché sul fronte delle delibere, le procedure gli «risultano nelle regole». Ma si sa che nella zona c’è un fronte che la pensa diversamente e che sta valutando anche battaglie con gli avvocati.
Juna Goti
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