Gioco
Scoglio della Regina, vandali e degrado: ecco come è ridotto
Livorno, l’intonaco si stacca dai muri, sporcizia e scritte dappertutto. Aurigi: il Comune deve fare la sua parte, ma anche la gente
LIVORNO. Povero Scoglio della Regina. Che brutta cartolina da dedicare all’ammiraglio Raimondo Pollastrini, ex comandante generale delle Capitanerie di Porto a cui è dedicata la piazzetta antistante l’edificio principale del complesso: sotto alla sua targa commemorativa ci sono muri sporchi e scrostati con intonaci venuti già. Sono tante le ferite su quello storico corridoi che corre nel mare, inaugurato “solo” 10 mesi e costato milioni di euro. Non c’è pace neppure per la statua della ballerina di Chia, tempestata da scritte giganti, frasi d’amore e sporcizia lungo tutta la scala a chiocciola.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:foto-e-video:1.16704681:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/foto-e-video/2018/04/12/fotogalleria/scoglio-della-regina-intonaco-a-pezzi-sporcizia-e-vandalismi-1.16704681]]
È così, oggi, l’ex stabilimento balneare della Regina, dove nel 1806 faceva il bagno Maria Luisa di Borbone. È stato trasformato in un Polo di Ricerca. Di tecnologia. Di grandi realtà che si insedieranno per fare attività e innovazione in quel bene demaniale (Direzione marittima della Toscana (ovvero la capitaneria di porto), Centro interuniversitario di biologia marina, Scuola superiore Sant’Anna (che proprio nei confinanti Bagnetti ha iniziato l’avventura del Polpo robot) e Cnr). Sì ma quando?
E mentre i traslochi ritardano tra burocrazia e ritardi, quel che salta agli occhi è una struttura che ha un disperato bisogno di manutenzione. Di controlli. Sì perché mentre le strutture sono chiuse, il parco pubblico comunale è aperto.
Frequentato. Vandalizzato. E anche se ha precisi orari di apertura e chiusura, la facilità di accesso h24 complica la gestione e facilita i bivacchi notturni. Sotto i loggiati di ricerca si vedono chiaramente i resti di chi la notte si ferma a dormire là dentro.
«Sicuramente si tratta di un complesso che si trova in una posizione molto delicata: così in mezzo al mare è esposto alla salsedine, agli agenti atmosferici - premette l’assessore ai Lavori Pubblici Alessandro Aurigi - Certo è che se i muri sono scrostati e se gli intonaci sono rovinati, vuol dire che è necessario uno sforzo maggiore da parte del Comune sul versante delle manutenzioni».
Anche le aiuole sono in tanti casi ko. E le piante - quelle ancora vive - lanciano un sos.
Diverso l’approccio rispetto ai vandalismi. Parte una condanna secca e dura da parte dell’assessore.
«Condanno chi volontariamente spregia un bene della collettività che dovrebbe essere amato e rispettato - dice -Senza contare che per ripulire la struttura utilizziamo i soldi della collettività: è un costo per tutti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
