Sicurezza
MA QUESTO NON È REDDITO DI CITTADINANZA
Nel febbraio 2018 l’assessore al Sociale Ina Dhimgjini sulla stampa ha fatto il punto sul reddito di inclusione o reddito di cittadinanza locale, cioè la misura di sostegno economico e sociale a...
Nel febbraio 2018 l’assessore al Sociale Ina Dhimgjini sulla stampa ha fatto il punto sul reddito di inclusione o reddito di cittadinanza locale, cioè la misura di sostegno economico e sociale a favore di soggetti temporaneamente in condizioni disagiate.
Abbiamo letto che sono stati assegnati 609mila euro per i Comuni livornesi, «con lo scopo di rafforzare il sistema di presa in carico e sostegno all'inclusione sociale e lavorativa per i cittadini assegnatari nell'ambito del Piano operativo nazionale/Fondo sociale europeo d'inclusione per il periodo 2014-2020». Le domande oggi quasi 700.
Dopo l’articolo uscito sul Tirreno del 6 aprile dove si indicava lo stretto legame fra destinatari del reddito di cittadinanza e Reset, associazione di volontariato creata dagli iscritti al M5S, siamo andati a verificare i contenuti del bando con cui si dava mandato di far iscrivere i cittadini beneficiari del reddito di cittadinanza a Reset, non avendone mai trovato traccia nelle dichiarazioni pubbliche. Effettivamente nella delibera 333 del 13.07.2016 è stato indicato che a seguito della proposta dell’associazione Reset di accollarsi il presidio nei parchi, la giunta rilevava la validità e la possibilità di creare una relazione positiva fra l’associazione stessa ed i cittadini beneficiari delle misure di reddito di cittadinanza che hanno sottoscritto la disponibilità ad aderire a progetti per la salvaguardia e la tutela di Livorno.
Reset si è dichiarata disponibile a sostenere sia i rischi nella gestione della vigilanza dei parchi che gli aspetti assicurativi. In cambio l’amministrazione ha dato a Reset l’esclusiva di questo servizio. Ricordiamo in questo contesto che recentemente è stato anche approvato il Regolamento Beni comuni, una ratifica, se letta in questo contesto, di una scelta come questa dove un bene pubblico, i parchi, sono assegnati alla gestione di cittadini senza specifica qualifica.
Siamo rimasti esterrefatti. Per avere il reddito di cittadinanza è stato chiesto l'impegno generico a tutelare la città, poi, per svolgere questa attività, è stata indicata l'iscrizione all'associazione braccio armato del M5S.
Ricordiamo che il primo atto della giunta M5S fu smantellare la vigilanza sui parchi e davanti alle scuole realizzata con il progetto di sostegno agli anziani; non solo, fu smantellato il sistema delle social card indicato come un sistema corrotto con cui il Pd si era creato una base elettorale. Oggi leggere che la furia giustizialista ha poi portato la nuova politica a sostituirsi semplicemente nel vincolare i beneficiari dei sussidi alla loro fidelizzazione, lascia senza parole.
Approfondiremo ed eventualmente segnaleremo a chi di dovere eventuali profili di irregolarità che emergessero da questa modalità, ma ora ci preme sottolineare l’inopportunità di utilizzare per fini politici un finanziamento pubblico e vediamo nella scelta una incoerenza di finalità: una cosa sono i servizi socialmente utili, ben altra i percorsi di reinserimento sociale contestuali all’erogazione del Rdc. Destinare persone a vigilare i parchi per conto di Reset che a sua volta agisce su mandato di fatto esclusivo del Comune, secondo noi stravolge le corrette procedure di attuazione del reddito di cittadinanza o di inclusione.
*Oltre per Livorno
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