Il Tirreno

Livorno

Variante in tilt per i lavori: solo 70 metri al giorno

di Nicolò Cecioni
Variante in tilt per i lavori: solo 70 metri al giorno

Ma l’Anas dice: far funzionare il cantiere anche di notte manda i costi alle stelle abbiamo 4 milioni da spendere e abbiamo preferito rifare più asfalto possibile   

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LIVORNO. «Nessuno nega che l’asfalto della Variante avesse bisogno di una bella sistemata soprattutto nel tratto da Pian di Rota a Porta a Terra ma negli ultimi giorni il rientro sulla corsia in direzione sud è diventata un’odissea». Parola di Lino Lemmi, che ogni giorno va e viene dal lavoro in una ditta appena fuori Pisa. «Chi arriva da nord all’ora di punta – rincara la dose Paola Mori, anche lei guidatrice pendolare - sa che dovrà vedersela ogni santa volta con la solita colonna di auto imbottigliate in corsia di sorpasso, poi ci sono gli immancabili furbetti che sorpassano tutti da destra e da Pian di Rota si immette la terza fila che finisce per incasinare ancor di più la situazione, visto che dal varco per il cambio di carreggiata può passare solo un veicolo alla volta».

Ben vengano i lavori alla Variante Aurelia: basta guardare in che condizioni sono alcuni tratti del manto stradale e soprattutto di numerosi svincoli. Ma l’intoppo alla circolazione si è fatto insopportabile per tanti conducenti: dall’uscita di Livorno Centro (davanti alla torre della Cigna) all’innesto di Livorno Porta a Terra ci sono 1.800 metri. Quasi un mese di lavori: in media neanche 70 metri al giorno, 90 se mettiamo in conto perfino i festivi e i prefestivi.

«Mi domando perché non abbiano pensato di far lavorare le ditte anche la notte», sbotta Carlo Marini («non abito a Livorno ma la Variante la faccio tante di quelle volte che è diventata una strada abituale»).

Il Tirreno l’ha chiesto all’Anas. L’azienda delle strade dice che aveva da scegliere: da un lato, puntare tutto sul manto stradale, cercando di realizzare un tratto più lungo possibile, ma allungando i tempi di realizzazione; dall’altro, scegliere di fare in fretta, lavorando anche di notte. Il lavoro notturno, però, – viene sottolineato – ha un costo maggiore di quello regolare del giorno e così, avendo un budget ben preciso, si sarebbero dovuti destinare più soldi alla manodopera e meno all'asfalto. Tradotto: «Avendo 4 milioni a disposizione, abbiamo voluto lavorare il più possibile sul manto stradale. È per questo che di notte il cantiere è fermo, altrimenti il costo sarebbe salito alle stelle. Ma ovviamente, così facendo, le operazioni sulla Variante dureranno di più. Siamo consapevoli che creeremo un disagio più lungo agli automobilisti e ci dispiace, ma erano lavori da fare a tutti i costi».

«Non si tratta di un semplice rattoppo provvisorio – fanno sapere dalla società – ma di un intervento che si spingerà fino negli strati più profondi del manto stradale. Realizzeremo ex novo tutta la pavimentazione per far sì che questo nuovo assetto duri il più a lungo possibile. È stato deciso di compiere un investimento importante, perciò vogliamo che i lavori vengano fatti correttamente e al meglio».

«Io continuo a vedere un cantiere con un piccolo gruppo di operai: ma se avessero schierato una bella squadra di addetti non avrebbero fatto prima?», dice un altro conducente alle prese con i guai del rientro da nord.

Colpa anche del fatto che, con l’Aurelia urbana infittita di semafori ad ogni piè sospinto a nord di Barriera Roma, si è scaricata sulla quasi-tangenziale livornese un flusso crescente di veicoli. Le rotatorie e i restringimenti di carreggiata hanno frenato l’utilizzo del lungomare come strada di scorrimento, i semafori l’hanno fatto per la direttrice dei viali Boccaccio-Petrarca-Alfieri-Nievo-Firenze, i lavori in corso lo stanno facendo adesso lungo l’unica alternativa rimasta: la Variante.

Da parte del quartier generale dell’Anas si ammette che «c’era da colmare un certo ritardo nelle manutenzioni che non poteva più essere sottovalutato» ma, quando si parla dei lavori in corso, tengono semmai a sottolineare che «è arrivato un finanziamento consistente che riguarda tutto il centro Italia e che racchiude anche l'area livornese della statale Aurelia: tra Livorno e Cecina sono stati destinati circa 4milioni di euro per la sistemazione del manto stradale».

Comunque, entro la fine di aprile il cantiere si dovrebbe concludere. «Non esiste una data precisa perché tutto dipende dal meteo. I giorni calcolati, di solito, tengono di conto anche il maltempo. Quelle che dobbiamo fare sono operazioni importanti, che non si possono svolgere con la pioggia, altrimenti vengono male. Dovesse sempre esserci il sole fino al 30 aprile, riusciremo a completare i lavori qualche giorno in anticipo. Ma di certo non riusciremo a dimezzare il tempo previsto».

L’Anas ribadisce che, per cercare di ridurre i disagi, ha fatto partire il cantiere subito dopo la fine delle piogge invernali. «Nel periodo dell'esodo estivo questi cantieri non si possono aprire. E neanche durante l’inverno per via del rischio pioggia. Lo abbiamo aperto adesso, in modo da finire quanto prima, senza andare a incidere sul traffico vacanziero dell'estate. Sappiamo che i lavori che stiamo svolgendo a Livorno sono i più impattanti di tutta l'Aurelia perché occupano l'intera carreggiata e interdicono due sbocchi in uscita e uno in entrata. Ma garantiamo che il prima possibile libereremo la strada e la consegneremo agli automobilisti come nuova».
 

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