Gioco
Raggi pesca da Nogarin anche l’ex capo di gabinetto
È ufficiale: Lami risponde alla chiamata di Lemmetti e vola nella capitale L’attuale direttore di Casalp coordinerà lo staff dell’assessorato al bilancio
LIVORNO. La firma ufficiale è arrivata. Ciao. Ciaone. Anche Massimiliano Lami, ex capo di gabinetto di Filippo Nogarin, e prima ancora capo di gabinetto del sindaco Pd Alessandro Cosimi, fa la valigia e vola a Roma. Così dopo l’assessore al bilancio Gianni Lemmetti, la sindaca M5S Virginia Raggi torna a pescare dalla macchina amministrativa livornese.
Il Tirreno scrive da ottobre di una possibile corsa verso Roma di Lami, sul carro di Lemmetti. E il sindaco, all’inizio, non l’ha presa benissimo, fresco del grande scippo dell’assessore che per lui ha seguito da vicino partite delicate come il concordato Aamps. Nel mezzo c’è stato giusto il tempo di lasciar passare uno dei pezzi da novanta del municipio dalla guida del gabinetto del sindaco (dove siedeva da un quindicennio) alla direzione di Casalp (dove Lami ha partecipato a una selezione pubblica). Ma alla fine il secondo colpo da calciomercato, tutto tra amministrazioni stellate, è arrivato.
Lami ha risposto sì alla chiamata di Lemmetti, che tra la Versilia e Livorno fa campagna acquisti già da un po’, in cerca di facce di fiducia. Andrà a coordinare le attività dell'assessorato al bilancio capitolino, una sorta di capo staff, come si legge nella delibera 53 firmata pochi giorni fa dalla sindaca Raggi e pubblicata ieri sul sito della capitale. L’assessore Lemmetti, si legge nell’atto, «ha chiesto, in considerazione delle rilevanti funzioni politico-istituzionali assegnategli, di procedere all’instaurazione di un rapporto di lavoro a tempo determinato nei confronti del dott. Massimiliano Lami» per «l’esigenza di individuare un adeguato profilo professionale che all’interno dello staff assessorile fornisca il necessario supporto per il coordinamento delle attività dell’assessorato e dei relativi canali istituzionali, nonché nella tenuta dei necessari rapporti istituzionali esterni ed in tutte le altre funzioni propositive, consultive ed organizzative che si rendono indispensabili».
Serve, si legge ancora, «una figura professionale in possesso di una valida conoscenza delle specifiche problematiche della pubblica amministrazione, di elevate doti di riservatezza, capacità di lavorare in team». E così via, fino al nome di Lami. Guadagnerà poco meno di 90mila euro lordi all’anno (88.728,53).
Un salto di carriera che Lami non si è fatto scappare. Laureato in scienze politiche, 52 anni, vari incarichi ricoperti all’interno della macchina comunale, amante degli Usa e figlio di uno dei venditori di libri più famosi della città (Raugi), è entrato per la prima volta nel gabinetto del sindaco nel 2002, in era Lamberti, e ne ha preso la guida nel 2004, con Cosimi. Profilo poco politico e molto tecnico, è stato uno dei pochi a conquistarsi anche la fiducia e la stima del Cinque Stelle Nogarin.
A Roma si racconta che ha avuto un colloquio anche con la sindaca Raggi, che gli avrebbe offerto direttamente il posto di capo di gabinetto (ancora vuoto). Almeno per ora, però, si siederà accanto a Lemmetti. Non subito, giusto il tempo di lasciare, tra qualche settimana, la direzione di Casalp, accettata solo cinque mesi fa.
E Nogarin fa i conti. Perché solo nell’ultimo anno, nell’ordine, hanno salutato la macchina livornese (o stanno per farlo): il ragioniere capo Nicola Falleni (che ha scelto San Vincenzo), l’assessore Lemmetti (volato a Roma), il dirigente ai lavori pubblici e post- alluvione Riccardo Maurri (già con un piede nella Città metropolitana di Firenze) e ora l’ex capo di gabinetto.
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