Il Tirreno

Livorno

La Procura chiede il fallimento di Spil

di Federico Lazzotti
La Procura chiede il fallimento di Spil

Livorno, aperta un’inchiesta sulla società partecipata dal Comune, l’udienza fissata per metà aprile dal giudice civile

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LIVORNO. Nuovi guai per Spil, la società partecipata dal Comune e proprietaria, tra gli altri immobili, del parcheggio all’ex Cinema Odeon. La procura di Livorno, infatti, nei giorni scorsi ha chiesto il fallimento della società porto industriale Livorno, da anni in difficoltà economica e alla ricerca di una serenità contabile attraverso la vendita – non ancora perfezionata – dei terreni d’oro della Paduletta.

Top secret, per il momento, l’inchiesta giudiziaria legata alla richiesta di fallimento. Ma si tratta di una mossa che potrebbe aprire scenari di rilevanza penale per gli amministratori nel caso in cui, a metà aprile, data in cui è fissata l’udienza, il giudice civile accolga questa richiesta.

Meno di un mese fa – siamo a metà marzo – sulla testa di Spil era caduta un’altra tegola con la decisione del Tribunale della imprese di revocare l’amministratore unico Vincenzo Piscitelli.

Il motivo? «La mancata approvazione del bilancio 2016 è evento gravemente irregolare e tanto più intollerabile in considerazione dei risultati di esercizio ivi rappresentati». Anche perché, come detto, l’assemblea di Spil convocata a ridosso della scadenza (il 13 febbraio in prima seduta e l’indomani in seconda) non avevano fatto altro che «limitarsi a deliberare il rinvio della riunione a data futura».

Siccome non l’ha fatto Piscitelli o comunque non è riuscito a condurre in porto quanto gli era stato chiesto dai giudici, ecco che il tribunale delle imprese nomina l’amministratore giudiziario e gli ripete cosa vuole: «1) approvazione del bilancio di esercizio 2016; 2) adozione delle misure necessarie alla integrale copertura delle perdite di esercizio; 3) ove necessario, ricapitalizzazione della società, suo scioglimento o attivazione di procedura concorsuale». Insomma, la patata bollente resta ancora lì sul tavolo. Anche perché restano a pesare come un macigno sui conti «i gravi squilibri finanziari in progressivo peggioramento» denunciati dal collegio dei revisori: i conti della Spil sono finiti in rosso per 987.350 euro nel 2013, per 514.337 nel 2014, per poco meno dii 1,2 milioni nel 2015 e quantificano perdite per 1,8 milioni nel 2016 («per lo più determinate dagli oneri finanziari»).

Possibile che il siluramento di Piscitelli e la richiesta della Procura siano collegati?

Non solo perché su Spil pende anche un’altra indagine penale. Quella a carico del sindaco Filippo Nogarin e dell’ex assessore al bilancio Gianni Lemmetti. Al centro dell’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Massimo Mannucci, il bando di gara (mai aggiudicata) per affidare a uno studio legale (advisor) il compito di presentare e poi seguire il concordato preventivo della società partecipata al 61,4% dal Comune di Livorno.

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