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Livorno

L’edificio occupato da 90 famiglie

L’edificio occupato da 90 famiglie

Le porte sfondate 2 anni fa: il sospetto del pizzo e la paura per le bombole del gas

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LIVORNO. «Dentro ci sono circa 90 famiglie, ognuna delle quali ha una bombola del gas per scaldarsi e cucinare. Ecco, noi ci chiediamo solo una cosa: quante bombole sono sicure? Perché qui c’è il rischio di saltare in aria. Tutto questo, tra l’altro, si aggiunge a una situazione già critica sotto ogni aspetto, una situazione fatta di violenza e spaccio quotidiano». E oltre a queste preoccupazioni dei residenti e dei commercianti della zona, a fine 2016 c’erano state anche le denunce pubbliche di Asia Usb e del Comitato per il diritto all’abitare, denunce sconvolgenti e riguardanti il presunto pizzo all’interno del palazzo del Picchetto: alcune persone, secondo quanto ricostruito dai sindacati, chiederebbero soldi agli occupanti per poter vivere in quelle stanze, e ci sarebbe anche una sorta di affitto mensile da pagare per restare all’interno dell’edificio.

Il Picchetto, ex struttura militare, è occupato da poco più di due anni, quando un gruppo di venti persone sfondò i portoni dell’edificio e si stabilì tra le stanze del primo piano. Era il 5 marzo del 2016 e nelle settimane successive, alla luce proprio del blitz del vecchio comitato ex Asl, arrivarono altre decine di famiglie. Fino alle circa 90 che ci abitano oggi, «la massima capienza del palazzo», come dice qualche residente della zona. Sì, perché il Picchetto è stato praticamente frazionato in appartamenti, alcuni dei quali - quelli che sono al pianterreno e si affacciano sul cortile interno con il loggiato - hanno anche una sorta di chiostra con piante, biciclette e stendini.

«Tante famiglie non hanno un tetto, sono disperate e qui hanno trovato un posto per dormire - dicono alcuni residenti della zona che abitano nelle vie limitrofe, da via delle Galere a via della Posta - ma c’è anche chi si approfitta di questa situazione: qualcuno ha una casa di proprietà e l’ha data in affitto, tanto qui ha le sue stanze ed è tranquillo, qualcun altro viaggia addirittura con la Mercedes e non ha certo problemi economici. In fondo qui hanno tutto, dall’acqua alla corrente elettrica. Gratis, ovviamente». E le famiglie sono così organizzate che non mancano le stanze per far giocare i più piccoli e per stendere il bucato. «Ma purtroppo - aggiungono dai dintorni del palazzo del Picchetto - c’è anche chi, lì dentro, si prostituisce. E qui lo sanno tutti, inutile negarlo. E tutti sanno pure che quello è diventato un rifugio per gli spacciatori, il posto ideale per organizzare gli incontri con chi vuole comprare una dose di cocaina o eroina».

Lo storico edificio, secondo quanto risulta, è di proprietà del Demanio: in passato c’era stata una trattativa con il Comune per una permuta sull’immobile di piazza Guerrazzi a compensazione di terreni espropriati in passato a Coteto, ma tutto sembra bloccato proprio dall’occupazione. «In ogni caso - chiudono i residenti e i commercianti della zona a ridosso di via Grande - le persone non possono vivere in un palazzo storico del genere: l’amministrazione comunale e gli organi competenti devono trovare una soluzione».

(g.t.)

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