Il Tirreno

Livorno

I livornesi non pagano e il Comune batte cassa: vuole 32 milioni di euro

di Enrico Paradisi
I livornesi non pagano e il Comune batte cassa: vuole 32 milioni di euro

Livorno, 27 milioni di multe da incassare, cinque per le rette scolastiche mai versate Entro settembre saranno inviate a centinaia di famiglie le cartelle relative al 2014

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LIVORNO. «È fondamentale spingere sulla riscossione a 360 gradi». Valentina Montanelli, assessora al bilancio, ha cominciato così la commissione di  martedì 2 aprile sullo stato dell'arte dell'analisi di riscossione del Comune. Dal 2013 ad oggi si erano accumulati 53 milioni di crediti non riscossi sulla Tari, che ad oggi sono scesi a circa 40 milioni. Questo significa che il Comune è riuscito a riscuotere 13,6 milioni di residui attivi grazie all'intensificazione dell'attività di accertamento. D'altra parte, per mettere al riparo il bilancio del Comune, il fondo crediti di dubbia esigibilità, al 31 dicembre del 2017 è salito a oltre 32 milioni. «Accantonando questa somma abbiamo messo in sicurezza il bilancio – ha ripetuto l'assessora – chiaramente più si migliorano le capacità di riscossione, più risorse si riescono a liberare».

Il dirigente finanziario Alessandro Parlanti ha illustrato la situazione generale partendo dall'innovazione di quest'anno: ovvero l'inserimento nel piano delle performance del Comune dell'obiettivo trasversale di riscossione per sensibilizzare i vari centri di responsabilità sulla rapidità del recupero. Sul fronte dell'area tributi e crediti Tari sono stati incassati ad oggi 13 milioni e 661 mila. Tra il 2013 e il 2015 sono stati emessi accertamenti per oltre 11 milioni, e nel corso del 2017 sono state completate le attività finali di omesso versamento e a inizio anno sono già partiti accertamenti per 4mila utenze che non si sono ancora messe in regola.

Inoltre, per cercare di far rientrare i crediti di utenze non domestiche sopra i 10 mila euro si sta procedendo attraverso rateizzazioni prima di far partire gli accertamenti. La bussola anche per Parlanti è chiara: «Accelerare il processo di riscossione per far diminuire l'accantonamento e liberare così risorse». Sul recupero fiscale Ici e Imu, a fronte di un residuo per il 2017 di 16 milioni e mezzo, il fondo accantonato è di quasi 11 milioni, con un margine di sicurezza del 65%. Sul recupero fiscale Tari, per il 2017 ci sono da incassare ancora 3 milioni e 800 mila (il fondo accantonato, 3 milioni e 700 mila, fa stimare un margine di sicurezza del 97%).

Capitolo multe: 27 milioni e mezzo ancora da riscuotere a fronte di un accantonamento di 20 milioni. La polizia municipale sta emettendo solleciti di pagamento, e a settembre sarà emesso il ruolo del 2014 così come sarà emesso per il settore scuola (rette non pagate) che ha oltre 5 milioni di residuo al 2017 (con un accantonamento di quasi 4 milioni). Per quanto riguarda le società partecipate, l'accantonamento è obbligatorio solo nel caso di perdite d'esercizio non coperte dalle riserve. Tra queste l'unico accantonamento prudenziale riguarda la Liri: 5 milioni su 11 di crediti accertati non riscossi. Questo perché la partecipata ha problemi finanziari che riguardano i ritardi di pagamenti sui canoni di Asa e l'incertezza derivante dal contenzioso in essere con un pool di banche sul noto mutuo con il derivato "tossico", «che speriamo si possa risolvere in nostro favore», ha sottolineato Montanelli.

Ammonta invece a circa 2 milioni di euro l'Imu da incassare da Spil. Per quanto riguarda Casalp, che da un punto di vista finanziario paga puntualmente, ha detto Parlanti, c'è un residuo del 2016 per sistemare alcuni aspetti dei crediti inesigibili sociali che la normativa prevede a carico del Comune. Con Asa, che recentemente ha provveduto a pagare il residuo del 2015, era stato concordato un piano di rientro nel 2010 che per l'acqua prevedeva il pagamento a 10 anni del 30% dei canoni. Il residuo dovuto al Comune al 2017 per il servizio idrico è pari a 3,7 milioni anche se qui pesa l'accordo del 2010, mentre per il servizio gas il residuo è di 4,1 milioni. L'azienda, nell'operazione di rientro si è impegnata entro il 15 dicembre a erogare per il gas 2,7 milioni.

Farmali ha un debito di 1,4 milioni e anche qui recentemente è stato concordato un piano di rientro: «Da marzo inizierà a pagare il residuo e dovrebbe riuscire anche a pagare il corrente», ha concluso Parlanti. Poi tra i "grandi debitori" c'è anche l'Usl, che nella prima parte dell'anno ha versato al Comune 4,2 milioni, facendo scendere il residuo a poco più di 1 milione. Sul fronte delle rette Rsa con gli utenti, il residuo a fine 2017 è di 3,8 milioni. Se continua il trend, Parlanti non esclude che anche per questo settore si possa provvedere in futuro all'accantonamento.

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