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Ovs, in 4 hanno perso il lavoro e gli altri sono stati ricollocati
Livorno, la procedura di licenziamento collettivo dei due marchi commerciali Upim e Ovs è la stessa. Perché è entrambi appartengono alla medesima azienda, Ovs spa di Mestre
LIVORNO. Erano in otto. Tutti dipendenti che per anni hanno lavorato in quel maxi fondo, sotto i portici di via Grande - lato porto - che il 19 marzo ha chiuso i battenti. Non ci sono più le insegne Ovs: le sette vetrine, che per 40 anni erano state della Standa, come anticipato dal Tirreno a fine febbraio, adesso sono vuote, spente e coperte da una serie di teli bianchi. E i lavoratori che fine hanno fatto? Le otto famiglie che arrivavano a fine mese anche grazie a quello stipendio cosa stanno facendo?
La procedura di licenziamento collettivo dei due marchi commerciali Upim e Ovs è la stessa. Perché è entrambi appartengono alla medesima azienda, Ovs spa di Mestre. «Quattro dipendenti sono stati ricollocati tra Livorno, al punto vendita di Levante dove è andata a lavorare una persona e i negozi di Cecina e Piombino - a fare il punto è Marco Ghezzani, Filcams Cgil - Le altre quattro sono state licenziate». Il sindacalista spiega che a tutti era stata offerta una ricollocazione. Ovviamente questo presupponeva la disponibilità ad andare a lavorare nei punti vendita in giro in Toscana.
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«Quattro persone - spiega - Per esigenze personali e familiare hanno dovuto rifiutare e adesso sono a casa: per 24 mesi hanno il sussidio di disoccupazione, la Naspi». Cosa succederà dopo questi 2 anni di “disoccupazione”?
«L’azienda si è impegnata a ricollocare queste persone al termine dei 2 anni di Naspi - prosegue - Ma ovviamente se si fa la stessa proposta di ricollocazione fuori città, è logico che la risposta di queste persone presumibilmente sarà la stessa». La vertenza sindacale è chiusa. Non si sa ancora quale sarà il futuro di quei 2300 metri quadrati vuoti nella strada del commercio cittadino, via Grande appunto.
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