Il Tirreno

Livorno

Canile pronto da un anno atteso il bando per gestirlo

di Juna Goti
Canile pronto da un anno atteso il bando per gestirlo

Morini promette: «Sarà pubblicato entro due settimane, apertura per l’estate» Nell’area sono in funzione le telecamere e un servizio di vigilanza anti-vandali

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LIVORNO. Tra il 2011 e il 2012, armati di maschere di Guy Fawkes, la chiamarono “operazione fiato sul collo”. Sul web, cliccando sul sito del Meet up livornese, si trovano ancora un paio di video che la raccontano: alcuni attivisti del Movimento 5 Stelle entrarono nel canile fantasma di Vallin Buio e inscenarono una beffarda inaugurazione, con tanto di fascia tricolore e taglio del nastro. Un blitz tra l’ironico e il polemico, visto che i lavori iniziati nel 2004 con la costruzione della strada e costati negli anni centinaia di migliaia di euro pubblici (è stato abbondantemente superato il milione), erano ancora lontani dal traguardo. Oggi l’inaugurazione, quella vera, non si è ancora vista. Nonostante i lavori siano finalmente finiti un anno fa. E non si è vista perché il bando per gestire il famigerato canile della città non è ancora stato pubblicato. Ma «il Comune lo pubblicherà entro un paio di settimane», con l’obiettivo di affidare tutto «entro l’estate», annuncia Andrea Morini.

L’assessore, che ha la delega alla tutela degli animali, pochi giorni fa ha fatto un sopralluogo nell’area. «Il canile comunale è pronto – ha scritto subito dopo sulla sua pagina Facebook il sindaco Filippo Nogarin –, i lavori si sono conclusi e presto apriremo il bando per la gestione di questa struttura in grado di ospitare fino a 80 cani. Una struttura su cui il comune, una volta in funzione, investirà circa 44mila euro: 27mila per il mantenimento degli animali e 17 per il canone concessorio».

Ok, ma quando sarà pubblicato il bando? Quello che il sindaco non sottolinea è che i lavori, come si legge negli atti inviati alla Regione e come lo stesso Morini aveva spiegato in consiglio comunale a novembre, sono finiti nel marzo del 2017, e la struttura è stata collaudata l’11 aprile dello stesso anno.

Cosa è accaduto nel frattempo? «Nel frattempo è andato in approvazione il bilancio comunale – risponde Morini –, e le competenze della macchina interna che si occupa degli animali sono andate in parte sotto la polizia municipale e in parte sono rimaste sotto un dirigente. Quindi si è venuto a creare un gap che abbiamo dovuto superare».

A novembre Morini aveva parlato anche di cambi in corsa legati all’introduzione del nuovo codice dei contratti. Sta di fatto che il bando per la gestione deve essere pubblicato. «Siamo in attesa che la ragioneria dia l’ok contabile», fa sapere l’assessore: «È questione di un paio di settimane». Insomma, questa potrebbe essere la volta buona.

«In questi giorni – chiarisce Morini – sono stato al canile perché all’ordine del giorno del consiglio comunale di martedì c’era un’interpellanza di Elisa Amato (Fi) che chiedeva informazioni sullo stato dell’arte del bando e parlava di atti vandalici. Ho verificato e la struttura è sotto controllo, niente di vandalizzato». Nell’area c’è un impianto di vigilanza che funziona H24 ed è stato firmato un contratto di vigilanza con un’agenzia che sarà valido fino a metà giugno. Per allora, riprende Morini, «contiamo di avere assegnato la struttura».

Come funzionerà? Il canile è dotato di 80 box. «Il primo blocco, quello della palazzina – spiega Morini – è destinato a canile sanitario, in tutto otto posti. Degli altri 72, 20 saranno riservati al canile rifugio (come da convenzione col Comune), gli altri potranno essere gestiti sul mercato». Quindi per rispondere alle esigenze dei privati o stringere eventuali convenzioni con altri enti pubblici.

In carico al Comune ci sono una settantina di cani (non tutti riaffidabili): sono ospitati in tre strutture fuori città e in tre gestite da altrettante associazioni a Livorno (alla Scopaia, al Corbolone e alla Puzzolente).

Va detto che negli ultimi tempi il Comune ha cercato di investire di più sull’adozione degli animali. Così sembrano lontani anni luce i progetti che nell’arco di oltre quindici anni hanno previsto addirittura il doppio dei box. Morini lo dice senza girarci troppo intorno: «Apriamo la struttura consapevoli che arriva tardi. Deve aprire perché quelli sono soldi dei cittadini livornesi ed è giusto che l’opera veda la luce. Ma se l’amministrazione potesse tornare indietro probabilmente farebbe scelte diverse: queste rischiano di essere superate dalle nuove politiche di affido, negli anni è cambiata la sensibilità delle famiglie, qui quasi non esiste il fenomeno del randagismo, semmai accade che le famiglie debbano separarsi con dolore dai propri animali per problemi economici». «È un po’ come fare oggi un Internet caffè...», nell’era delle piazze che hanno il wi-fi.

Ma un caffè costato più di un milione di euro e ancora chiuso.

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