Gioco
Strisce blu in via Verdi «Da ora disagi per tutti»
Lavori pure in via Michon e via dell’Indipendenza, spuntano i cartelli con le tariffe Residenti e negozianti: «Meno posti auto, si pensa ai parcheggi e non alla sicurezza»
LIVORNO. L’Aci, l’Acli, il centro prevenzione usura a un tiro di schioppo dall’Agenzia delle entrate, la Misericordia, un asilo (privato, “L’isola che non c’è” ), attività commerciali medie e piccole, e tantissimi residenti. All’ombra del parcheggio dell’ex cinema Odeon c’è un quartiere che ha necessità di ricambio e regolamentazione della sosta, ma le nuove strisce blu (da tempo annunciate, e criticate) realizzate ieri mattina dagli operai di Avr non sono state accolte a braccia aperte. Anzi, sono in molti ad avere la forte sensazione che possano portare più danni che benefici, almeno per i cittadini.
I cartelli di divieto di sosta sono stati posizionati in occasione del Venerdì santo, e puntuali le operazioni di verniciatura sono iniziate ieri. Tra via Sardi e via Verdi, via Michon e via dell’Indipendenza, via Adua e via degli Apostoli, il primo lotto di lavori è già stato completato, mentre nei prossimi giorni saranno coperti anche gli ultimi tratti. E sono già comparsi anche i cartelli con le indicazioni e le tariffe: “importo minimo 1 euro” che aumenta fino a 3 euro l’ora, si scorge grazie a uno strappo nel rivestimento di cartone che cela la segnaletica, contro “1 euro sempre” dell’Odeon. Tutto fra le proteste dei residenti, visto che - in alcuni tratti - su un lato della carreggiata i posti auto sono stati sostituiti con gli stalli per i mezzi a due ruote.
«Le cose possono soltanto migliorare, a tutto vantaggio dei residenti, anche perché il numero complessivo dei posti auto rimane invariato», racconta fuori dal coro Massimo Castelli, titolare della fumetteria “Zio Istvan” di via Adua, che tuttavia si toglie un sassolino dalla scarpa: «Il problema rimane l’area di carico e scarico a disposizione di noi commercianti, ma spesso occupata dagli ospiti dell’hotel Cavour. E i vigili, benché chiamati, non vengono mai». Stesso problema che lo accomuna a Carina Jerez dell’atelier Camelia: «Io lavoro con i mobili e non riuscendo a trovare parcheggio per il mio minivan, ora per portarli dentro e fuori dal negozio dovrò scavalcare le macchine posteggiate. Tra l’altro il marciapiede è molto stretto, e l’unica rampa per disabili della strada adesso sarà inaccessibile».
Poco più avanti Alessandra Grossi, la proprietaria del Gino Caffè - affacciato su piazza San Pietro e Paolo, dove le strisce blu ancora non ci sono - ha un punto d’osservazione “privilegiato”: «Di giorno in strada sarà una guerra fra poveri, la sera invece si continuerà a fare nella piazza la sosta “autogestita” perché di posto per le auto non ce n’è. Auto che la notte spesso vengono svaligiate, dalle stesse persone che di sicuro porteranno via le macchinette con le monete della sosta». E la questione sicurezza preme molto anche a Debora Pappalardo, residente nella zona: «È vero, qui di fronte c’è l’Odeon, ma se dovessi uscire al calar del sole non mi sentirei sicura, visto il tipo di persone che ci sono. Le emergenze qui sono altre, a cominciare dalle vie che sembrano mulattiere per finire ai paletti intorno all’ex cinema Jolly, che sono pericolosi e hanno portato via tanti posti auto. A me sembra un’operazione commerciale». Eppure le promesse dell’assessore Giuseppe Vece sarebbero state ben diverse, secondo quanto racconta Daniele Bini dal bancone del negozio Elettrobini di via Verdi: «Già lo scorso anno, tramite la Confesercenti, avevamo avuto un incontro in Comune durante il quale ci era stato garantito che il permesso da 150 euro che io pago ogni anno per transitare e sostare in Ztl e Zsc (cinque volte quello che spende qualsiasi altro cittadino, ndc) avrebbe avuto validità anche sulle future strisce blu di fronte al mio esercizio, mentre oggi scopro che non è così. È un imbroglio: se lo sapevo invece di fare il rinnovo pagavo il giornaliero, ma le assemblee di quartiere si fanno solo per i rifiuti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
