Il Tirreno

Livorno

Perseguita in chat il sindaco Nogarin: indagato quarantenne

Federico Lazzotti
Perseguita in chat il sindaco Nogarin: indagato quarantenne

Livorno, su Messenger e WhatsApp anche velate minacce. Il giudice ha disposto il divieto di avvicinamento

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LIVORNO . Per mesi ha perseguitato il sindaco di Livorno Filippo Nogarin con decine di messaggi sempre più invadenti, fino ad arrivare a velate minacce: «Vengo in Comune, tanto prima o poi...». Nei guai, con l’accusa di stalking, è finito un quarantenne residente a Cecina (non scriviamo il nome per tutelare la figlia minore, “coinvolta” nella vicenda). Nei suoi confronti il giudice per le indagini preliminari Marco Sacquegna ha firmato nei giorni scorsi un’ordinanza con la quale ha disposto il divieto di avvicinamento dell’uomo al primo cittadino e alla sua famiglia.

L’indagine è partita nel mese di gennaio quando Nogarin si è rivolto alla sezione di polizia giudiziaria della Municipale. Agli investigatori ha mostrato i primi messaggi ricevuti a dicembre sulla chat di Messenger dal quarantenne. Materiale che in buona parte svelavano anche il motivo che ha spinto l’indagato a rivolgersi al sindaco. In pratica l’indagato è il padre di una bambina data in affido temporaneo dal tribunale a una dipendente del Comune e l’uomo, nei primi messaggi, cercava di spiegare la situazione al sindaco chiedendo anche di aiutarlo a risolvere il caso. «Mi spiace – è stata in soldoni la risposta – ma non posso fare niente per lei: di mezzo c’è il tribunale e non si tratta di questioni di mia competenza». Nonostante questo chiarimento, il quarantenne, invece di desistere e rivolgersi alle autorità competenti, ha continuato a contattare il primo cittadino con messaggi sempre più incalzanti e frequenti.

Ma non solo, perché dagli accertamenti degli investigatori, è emerso che dal mese di febbraio, l’uomo sia riuscito a venire a conoscenza anche del numero di cellulare del sindaco. E con quello in mano ha iniziato a tartassarlo anche tramite WhatsApp sostenendo che Nogarin stesse proteggendo la dipendente comunale. È con tutti i messaggi spediti dal quarantenne che gli investigatori, all’inizio di marzo, hanno inviato in Procura un’informativa nella quale denunciavano la situazione che si era creata. Il pubblico ministero Massimo Mannucci, leggendo gli atti ha contestato all’indagato il reato di stalking e chiesto una misura cautelare. «Mi scuso con il sindaco», ha spiegato l’uomo, difeso dall’avvocato Luciano Picchi durante l’udienza di convalida.
 

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