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Livorno

Rogo alla chiesa di Salviano bruciano le ostie consacrate

Rogo alla chiesa di Salviano bruciano le ostie consacrate

Le fiamme partite da un cero lasciato acceso sull’altare della reposizione Don Raffaello: «È andata bene, c’era il rischio di trovare tutto distrutto»

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LIVORNO. Quando i fedeli e il viceparroco hanno visto uscire il fumo dalla chiesa di Salviano, hanno pensato subito al peggio. Intanto perché all’interno poteva esserci qualcuno, poi - una volta scongiurato il rischio di una tragedia - per le condizioni della parrocchia che poteva essere distrutta. «Alla fine è andata bene, nella disgrazia abbiamo trovato anche la grazia», dice don Raffaello Schiavone, parroco dell’unità pastorale Tre Arcangeli che comprende anche la chiesa di San Martino a Salviano. Dove nella notte tra giovedì e venerdì, nella cappella della parrocchia, è scoppiato un incendio che ha bruciato le ostie consacrate. Le fiamme - come spiega anche lasettimanalivorno.it, il giornale online della diocesi - sarebbero partite da un cero lasciato acceso giovedì sera sull’altare della reposizione. A Salviano, dopo l’allarme lanciato all’alba di venerdì scorso, sono intervenuti subito i vigili del fuoco, che hanno spento le fiamme e ricostruito quanto successo nella notte.

L’incendio, per fortuna, è rimasto circoscritto alla cappella della chiesa e ha danneggiato solo il tabernacolo dell’altare laterale e alcuni suppellettili. Le fiamme hanno però bruciato anche le ostie consacrate che erano nella pisside e che nelle prossime ore, come fanno sapere sempre dalla diocesi, saranno sottoposte al rito dello scioglimento nell’acqua, come accade ogni volta che l’eucarestia viene “contaminata”. La celebrazione del Venerdì santo non è stata officiata nella chiesa, che è appena tornata agibile per la messa di Pasqua.

«Poteva andare peggio - conferma don Raffaello - fortunatamente l’incendio non si è propagato e alla fine i danni sono stati limitati: se le fiamme fossero arrivate alle panche, sarebbe stato un vero e proprio disastro. Anche le pareti della cappella, nonostante il fumo, non sono così annerite». E sulle cause del rogo, il parroco dei Tre Arcangeli ribadisce che «l’ipotesi più probabile è quella di un cero lasciato acceso», mentre esclude eventuali vandalismi: «Ci sono stati alla Scopaia (la chiesa fa parte della stessa unità pastorale, ndr), mentre qui a Salviano non abbiamo mai avuto problemi del genere. È stato un incidente, tra l’altro con conseguenze che potevano essere devastanti sotto ogni punto di vista».

Gianni Tacchi

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di Redazione web