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Livorno

Fuori dal Pd tra Nogarin e Rossi scoppia la pace

Fuori dal Pd tra Nogarin e Rossi scoppia la pace

Dopo le liti su tutto, dal porto all’alluvione, cambiano i toni  tra sindaco e governatore (con tanto di intesa sull’ospedale)

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LIVORNO. Quello che diceva bianco e l’altro che rispondeva nero. Quello che lanciava una battuta al vetriolo e l’altro che rilanciava con una stoccata al veleno. Per quattro anni è andata avanti così tra il governatore della Toscana, Enrico Rossi, e il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin. Per quattro anni, da quando la città ex fortino del centrosinistra è diventata la breccia toscana del Movimento 5 Stelle, se le sono date di santa ragione, sul ring della politica e anche dell’amministrazione. Ma da qualche tempo a questa parte tra il presidente (non più Pd, oggi Leu) e il primo cittadino pentastellato sembra scoppiata la pace. Perché?

Se non la pace, almeno una tregua che non passa inosservata. Prima la stoccata sui rimborsi per gli alluvionati data dai due in modo quasi sincronizzato ai parlamentari del Pd l’8 febbraio scorso, a un mese dalle elezioni: foto insieme a Montenero, poi parole dure di Rossi in conferenza stampa e post di fuoco di Nogarin via Facebook.

Ma soprattutto l’accordo raggiunto pochi giorni fa sul nuovo-vecchio ospedale: la Regione, dopo anni di liti con il Comune, si è messa a preparare le carte per uscire dall’accordo di programma su Montenero; il Comune, dal canto suo, ha aperto all’ipotesi di un monoblocco all’ex Pirelli. Non solo: poche ore dopo la riunione fiorentina che ha quasi sbloccato anche i 3,5 milioni per lo svincolo del sacro colle, Nogarin, di fronte alla cronista, si è subito preoccupato di ringraziare il governatore: «Mi preme dire che su questo c’è stato il suo diretto interessamento... voglio metterlo in evidenza, perché è giusto rendergli i suoi meriti».

Sembrano lontani i tempi in cui il sindaco chiamava Rossi «mr Reds» e scriveva che raccontava «bufale», mentre il presidente replicava: «Dichiarazioni inqualificabili», «non ama la sua città». Poi i tanti scontri durissimi sulla sanità, sul porto, perfino sul colore dell’allerta all’indomani dell’alluvione.

L’uomo social del Pd livornese, Alessio Quintavalle, sulle pagine virtuali della politica la mette così: «Fino a quando il presidente della Regione era del Pd con il sindaco di Livorno erano botte tutti i giorni. Da quando Rossi è uscito dal Pd sembrano Sandra e Raimondo...».

Juna Goti

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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