Il Tirreno

Livorno

Calignaia e Marina del Boccale: «Ko per l’alluvione ma torniamo»

di Nicolò Cecioni
Francesco Pagni con l'unica sdraio sopravvissuta dopo l'alluvione (Marina del Boccale)
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Francesco Pagni con l'unica sdraio sopravvissuta dopo l'alluvione (Marina del Boccale)

Livorno, gli imprenditori che gestiscono le attività sulle due “spiagge” e i tanti danni subiti. «Nessuno ci ha dato una mano, lavoriamo giorno e notte: riapriremo il Primo Maggio» 

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LIVORNO. Sono tra le mete più gettonate del Romito Calignaia e Marina del Boccale. Entrambe, come altre parti del Romito, sono state ferite - e non poco - dall’alluvione del 10 settembre.

La scogliera del cuore dei livornesi si rimette in moto per l’estate. O meglio, sono i singoli imprenditori che hanno aperto delle attività su questiparadisi dal mare blu a rimboccarsi le maniche. Con grandi difficoltà.

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QUI CALIGNAIA. Sotto il ponte più famoso del Romito, infatti, il rigagnolo che d'estate è quasi sempre secco, si trasformò in un fiume in piena che portò in mare di tutto, stravolgendo completamente la spiaggia e facendo crollare un pezzo di muretto. Da quel giorno, in pratica, tutto è rimasto invariato e la situazione si è normalizzata seguendo le correnti naturali del mare e le piene del torrente. Tronchi, arbusti e detriti sono stati tolti, ma per il resto, la geografia di Calignaia è rimasta come la mattina dell’alluvione. E così, adesso, chi scende dal lato nord dell'insenatura per arrivare dall'altra parte deve attraversare un piccolo laghetto che si è creato durante l'anno. Probabilmente con l'estate l'acqua si seccherà, ma la stagione balneare inizierà tra poco più di un mese e dunque a breve Calignaia sarà presa d'assalto.

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È per questo che Dario Degli Esposti, il titolare di Marematto - il noleggio lettini e bar di Calignaia - sta lavorando giorno e notte per cercare di risistemare il tutto. Obiettivo? Aprire il Primo Maggio. «Nessuno ci ha dato una mano – ha detto – abbiamo fatto tutto da soli. Tutti i detriti portati dal fiume si sono accatastati sulla riva, ma non sono mai arrivati: sono stati tenuti lì dalle onde. E così adesso il torrente è tappato alla sua foce. Ogni volta che piove, l'acqua non riesce a defluire in mare e il livello si alza. Purtroppo quel terreno è proprietà demaniale e non sappiamo cosa fare perché noi non possiamo intervenire. Speriamo che con qualche mareggiata il tutto si sistemi da solo, altrimenti mi si allagano tutte le strutture». Nessun aiuto neanche nella zona attrezzata. «Venne la protezione civile a controllare la situazione, ma quella è una zona privata. È di nostra proprietà, perciò non si può parlare di incolumità pubblica. Per questo motivo non ci è stato dato neanche un euro e abbiamo dovuto fare tutto da soli, rimboccandoci le maniche per presentarci alla nuova stagione al meglio». I problemi, però, riguardano anche l'accesso a sud. «Stiamo aspettando che il Comune dia i permessi alla ditta Abate per iniziare i lavori. Il ponticello di ferro che serviva per raggiungere la spiaggia è crollato e la strada è franata. Bisogna ricostruirla e ci vorranno un paio di settimane. Appena partono i lavori saprò quando potrò aprire. L'alluvione mi distrusse circa 20 lettini e li ho ricomprati. Spero di poter inaugurare la stagione il 1 maggio, altrimenti aspetterò fino a quando la zona sarà agibile».

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MARINA DEL BOCCALE. Situazione analoga anche a Marina del Boccale, dove quasi 7 mesi fa sulla spiaggia arrivarono alberi interi e ancora sono evidenti i segni di quella devastazione. «Nessuno ci ha aiutati – ha spiegato Francesco Pagni, uno dei titolari dello stabilimento – ma comunque apriremo il 1 maggio. Ci siamo rimboccati le maniche, facendo grossi sacrifici, anche economici perché abbiamo speso circa 60mila euro, per farci trovare pronti per l'estate. Il fiume aveva portato in spiaggia un po' di tutto e ombrelloni, sdraio e lettini sono stati trascinati in mare. Questo (spiega indicandolo) è l'unico lettino che siamo riusciti a salvare. Abbiamo dovuto ricomprare tutto e attrezzeremo la spiaggia come l'anno scorso. Abbiamo già avuto l'80 per cento delle riconferme e questo ci dà la forza di andare avanti».

Anche a Marina del Boccale la geografia è cambiata. Con la piena del 10 settembre, i detriti crearono un tappo alla foce e dunque il corso del fiume ha subito una deviazione. «Abbiamo lavorato per sistemare la zona il meglio possibile – chiude Pagni – e tra l'altro sono anche nate delle nuove spiaggette dove prima c'erano solo scogli».


 

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