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Rogo doloso distrugge bagno a Tirrenia

Rogo doloso distrugge bagno a Tirrenia

Distrutto il Kokito Beach (di proprietà del Comune di Pisa). Il gestore: «Sono sconvolto, non ho mai ricevuto minacce»

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TIRRENIA. Tutte le strutture della spiaggia libera Kokito Beach a Tirrenia sono andate completamente distrutte nel rogo divampato nella notte tra giovedì e ieri. Un incendio che per i vigili del fuoco è di origine dolosa e non appena si concluderanno gli accertamenti da parte degli esperti sarà aperta un’inchiesta da parte della Procura della Repubblica.

La concessione della spiaggia libera era andata a bando la primavera dello scorso anno e se l’era aggiudicata per quattro anni Mirko Battaglini, il quale assicura che all’interno della struttura, dove non c’è una fornitura di gas metano, non si trovavano bombole del gas e che l’impianto elettrico era stato staccato. Questo di fatto avvalora ancora di più la tesi dell’incendio doloso, anche se Battaglini assicura di non aver mai ricevuto minacce di nessun genere da parte di nessuno. Allora, perché e chi ha dato fuoco allo stabilimento? Il bar, le docce, i bagni, le cabine, l’infermeria e la direzione si trovavano tutte nella struttura in legno che è andata a fuoco e non c’è rimasto più niente. Una devastazione tale a poco più di un mese dall’inizio della stagione che mette in discussione la possibilità di essere pronti a breve.

Sul posto c’è stato un via-vai di poliziotti della Scientifica, di vigili urbani, dei due bagnini della spiaggia libera che nel silenzio dietro il quale si sono trincerati probabilmente si domandavano se quest’estate avrebbero ancora avuto un lavoro e il direttore del Cosmopolitan Beach Cristiano Marrese, uno degli stabilimenti vicino al Kokito Beach con cui condivide il vialetto d’accesso.

«Sono stato io ad avvisare dell’incendio Mirko Battaglini – racconta Cristiano Marrese – perché una mia amica che abita sul viale del Tirreno (dove si affacciano tutti i vialetti d’accesso degli stabilimenti, ndr) verso le undici e mezza ha visto le fiamme da casa sua e ha pensato che si trattasse dello stabilimento dove lavoro e mi ha chiamato».

Battaglini la mattinata di ieri l’ha passata prima in questura per rispondere alle domande degli inquirenti e poi in Comune a Pisa, per capire ora cosa fare dal momento che lui in realtà è solo il gestore della spiaggia mentre l’area come le strutture sono di proprietà comunale.

«Io ho presentato l’assicurazione per la struttura in Comune a Pisa che poi ha provveduto alla stipula ma non so se copre anche l’incendio – spiega Battaglini –. Ora è un problema, perché la struttura è comunale e non ho idea di quello che vogliano fare e anch’io non so da dove ripartire. L’idea è di provarci comunque a fare la stagione, magari allestendo anche solo la spiaggia. Sono rimasti soltanto gli ombrelloni perché le sdraio erano nella struttura bruciata, magari si potrà mettere una baracchina dove ricavare un bar. Per i bagni e le docce non so, potremmo prendere qualche modulo a noleggio. Ma in realtà non ho proprio idea, l’unica cosa certa è che prima di tutto bisogna ripulire e poi vedere anche cosa decide l’amministrazione».

Donatella Lascar



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