Sicurezza
Raspanti alle Sughere denuncia: «Degrado e sicurezza a rischio»
Il consigliere di Futuro in visita al carcere lancia un appello perché si risolvano problemi strutturali e di sovraffollamento
LIVORNO. «Facciamo funzionare bene il carcere e avremo città più sicure». Pasqua si avvicina ed è quando le famiglie si riuniscono, che chi è solo sente ancora di più il peso dell'isolamento. È per questo che Andrea Raspanti ieri mattina è andato a far visita ai detenuti. «Si tratta di un piccolo gesto – ha spiegato il consigliere di Futuro! – che però penso che sia doveroso. Dall'inizio del mandato sono venuto almeno un paio di volte all'anno. A Natale e a Pasqua lì dentro la solitudine si fa sentire ancora più forte, perciò penso che la presenza delle istituzioni sia importantissima». E proprio come rappresentante delle istituzioni, Raspanti è andato a controllare le condizioni delle Sughere.
«I problemi che abbiamo tante volte denunciato purtroppo sono ancora irrisolti. La massima sicurezza è in degrado, nelle zone tinteggiate di recente sono tornate le muffe. I bagni sono ancora chiusi senza che siano stati fatti gli interventi di restauro: dall'estate scorsa sono inagibili. Inoltre la nuova cucina ancora non è stata consegnata e la vecchia è in degrado. Ho parlato con detenuti che sono arrivati da altre carceri sperando di poter lavorare ai fornelli, ma che viste le condizioni attuali, sperando di essere trasferiti di nuovo».
I problemi riguardano anche l'alta sicurezza. «È arrivata alla saturazione. È nata per essere coerente con gli standard europei che prevedono 2 detenuti per cella, perché ogni detenuto deve avere almeno 3 metri quadri a disposizione. Ma qui, invece, i detenuti sono 3 per stanza perché in Italia si è data un'altra interpretazione alla normativa, escludendo dal conteggio i letti. Si parlava di stanziamenti economici disponibili quando si decise di non costruire il carcere di Lucca. Ma non si è fatto nulla. Qualcosa si sta muovendo dal punto di vista delle telefonate, dopo l'episodio della protesta non violenta che c'è stata in carcere un po' di tempo fa. Mi auguro che i politici livornesi, soprattutto a livello regionale e quelli che sono stati di recente eletti a Roma, diano un segnale di vicinanza e di interesse di tutta la comunità cittadina a riappropriarsi del carcere che non deve più essere qualcosa di distante».
Secondo Raspanti un miglior livello di vita all'interno del carcere ha un riflesso immediato sull'intera società. «Alle Sughere siamo in condizioni di illegalità della pena. E se un carcere non funziona, è tutto il meccanismo della sicurezza che non funziona. E quando si fallisce nella rieducazione, quelli che escono sono peggio di quando sono entrati. Con una pena in condizioni degradanti, passata senza fare niente, quando si torna in libertà l'unica possibilità è quella di sbagliare di nuovo. E in tutto questo sistema, a rimetterci è anche il personale perché lavorare così è frustrante e difficile».
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