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Livorno capitale delle morti sul lavoro: raddoppiate in 4 anni
Livorno, l'ultima tragedia in porto è costata la vita a Lorenzo Mazzoni e Nunzio Viola. Nel resto della Toscana gli incidenti sono invece calati
LIVORNO. Parlano le cifre, anzi gridano: dal 2013 al 2016, ultimo dato ufficiale disponibile nella banca dati Inail, in provincia di Livorno gli infortuni mortali sul lavoro sono quasi raddoppiati balzando da sei a undici (mentre nel resto della nostra regione, cioè in tutte le altre nove province toscane, sono diminuiti nettamente scendendo da 75 a 66). Basterebbe questa “fotografia” affidata ai numeri per capire che qualcosa non va: anche perché in provincia di Pisa si scende da sette a quattro morti sul lavoro (ma con un picco incredibile di 17 nel 2015), in quella di Prato di dimezza da dieci a cinque “morti bianche”, in quella di Siena addirittura da undici a quattro.
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Nel nostro territorio si muore di lavoro soprattutto in tre modi. L’uno riguarda il porto: con la caduta di marittimi nella stiva e soprattutto con il camion o il fork lift che schiaccia il lavoratore sulla banchina, dove non ci sono “strade” e non è semplice accorgersi di tutto. L’altro è relativo all’edilizia: si tratta soprattutto di cadute da tetti e impalcature. Il terzo è nelle industrie che compongono il puzzle dell’area a rischio: oltre ai due morti nel deposito costiero Neri, bisogna ricordare i morti dell’Italso esplosa nel 1987 e i due operai morti nel ’95 nell’impianto zolfo 2 in fase di manutenzione alla raffineria (a quel tempo AgipPlas).
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Difficile immaginare che gli effetti della crisi non si facciano sentire sul rischio di morire di lavoro. Lo fa sospettare il fatto che, in questo arco di annate, in Toscana l’unica provincia a veder raddoppiare gli incidenti mortali sul lavoro è quella di Massa Carrara. Cioè l’altro territorio catalogato come zona in crisi. Stiamo parlando di 52 morti sul lavoro nel giro di appena cinque anni fra Stagno e Piombino, isole comprese. Eppure, mentre sono quasi raddoppiati gli incidenti mortali sul lavoro, le denunce di infortunio si sono ridotte in modo netto: erano 5.576 nel 2012, sono scese a 5.335 l’anno successivo, poi un brusco abbassamento per finire sotto la soglia dei 5mila nel 2014 (4.719), ancor più a quota 4.516 nell’annata seguente e infine eccoci a 4.448 come ultimo dato messo in lista nelle statistiche Inail.
I dati dell’ultima annata disponibile dicono che in provincia di Livorno un infortunio su quattro presenta un qualche grado di menomazione (612 in dodici mesi). I dati mensili della banca dati saranno provvisori quanto si vuole e tuttavia il campanello d’allarme suona ugualmente, anzi forse ancor più forte ancora: i tabulati mensili raccontano che nel gennaio scorso sono stati denunciati 311 infortuni sul lavoro avvenuti in provincia di Livorno, il 5,8% in più rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Tanto per capire l’aria che tira: altrove in Toscana si registra una diminuzione. Ad esempio, 53 in meno in provincia di Firenze, 14 in meno in quella di Lucca, 20 in meno in quella di Prato, perfino 26 in meno in quella di Massa e via calando. Ma qualche eccezione c’è: in Maremma si contano venti infortuni di lavoratori in più, in provincia di Pisa trenta.
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