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Livorno

«L’unico parco giochi è devastato: aiutateci a ripristinarlo»

«L’unico parco giochi è devastato: aiutateci a ripristinarlo»

LIVORNO. Il parco pubblico è ancora impraticabile. Reti divelte, giochi per bambini da rimettere in sesto. E ancora un campo da calcetto (quello appartiene alla chiesa) inutilizzabile con pali ancora...

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LIVORNO. Il parco pubblico è ancora impraticabile. Reti divelte, giochi per bambini da rimettere in sesto. E ancora un campo da calcetto (quello appartiene alla chiesa) inutilizzabile con pali ancora semi sdraiati dalla forza dell’alluvione : ecco come è ridotto l’unico parco pubblico del quartiere di Collinaia. È il parco di via Guelfi: più volte il comitato dei cittadini ha segnalato al Comune l’urgenza di un intervento.

«Il parco pubblico a seguito dell’esondazione del rio Ardenza del 10 settembre ha subito moltissimi danni tali da renderlo impraticabile: i rappresentanti del comitato chiedono un intervento urgente per rendere agibile il parco», questo si scrive in una nota inviata all’amministrazione lo scorso 22 gennaio.

Niente è cambiato. Un po’ come quelle ferite che a distanza di quasi 7 mesi sono ancora là: il muro del parco pubblico (ex scuola) - all’interno c’è il comando della polizia provinciale, c’è lo sportello al cittadino - è crollato. Devastato. A segnalare i pericoli e a delimitare l’area ci sono delle transenne.

C’erano quasi sette mesi fa e ci sono ancora. «Qua c’è bisogno di un intervento urgente di ripristino di quest’area che per il quartiere è importante: praticamente a Collinaia è l’unico parco pubblico attrezzato per i bambini, oggi, dopo l’alluvione è in condizioni pessime», a fare il punto della situazione è Franco Chesi dello sportello al cittadino che è aperto tutti i venerdì dalle 9.30 alle 11.30.

Con lui a portare avanti il servizio ci sono Giancarlo Giuntoli e Luciano Marabotti. Nel parco serve tutto: da un ripristino del terreno alle panchine, da una sistemazione dei giochi ad una reinstallazione di reti di protezione e pulizia.

Anche la vicina chiesa porta ancora evidenti i segni dell’alluvione: la stanza che veniva utilizzata per organizzare feste ed eventi è inagibile. In giardino ci sono ancora cumuli di arredi accatastati.

Segni post alluvione a parte, anche lo stesso prato del parco pubblico non viene curato da tempo. L’erba è alta quasi quanto le panchine.

«Abbiamo chiesto al Comune anche un a recinzione e un cancellino all’entrata del parco da via Guelfi, per sicurezza, ma ancora niente», continua.

Quel piccolo cuore della comunità di Collinaia, là dove ci sono anche i vecchi lavatoi dimenticati e dove si fa la festa dell’uva porta, ancora, evidenti le ferite dell’alluvione. Lei come la vicina zona di via Sant’Alò restano le più sofferenti. «Guardate intorno: si percepisce ancora il deserto e la desolazione - commenta Sindi Corucci - Anche questi ponti (e indica quelli di via Sant’Alò) sono ancora precari: per renderli utilizzabili e sicuri hanno messo i blocchi di cemento armato, ma devono essere rifatti, chissà quando però». Il comitato dei cittadini di Collinaia (che è entrato a far parte di Vivi Collinaia) non si stanca di segnalare al Comune tutto ciò che non va. «Noi siamo cittadini attivi e presenti, segnaliamo volentieri quello che non va e speriamo negli interventi».

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